{"id":8828,"date":"2019-06-05T07:56:46","date_gmt":"2019-06-05T06:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8828"},"modified":"2019-06-05T07:58:38","modified_gmt":"2019-06-05T06:58:38","slug":"inquinamento-da-petrolio-e-i-batteri-anti-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/inquinamento-da-petrolio-e-i-batteri-anti-inquinanti\/","title":{"rendered":"Inquinamento da petrolio e i batteri anti-inquinanti"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/inquinamento-da-petrolio-e-i-batteri-anti-inquinanti\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Alessandro Vivian 5F (scientifico)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La novit\u00e0 per ripulire il mare dagli inquinanti e dal petrolio viene fornita dalla natura e si chiama: batteri. L\u2019utilizzo di batteri \u201cmangia-petrolio\u201d potrebbe essere una\u00a0tecnica eco-sostenibile, senza costi smisurati e senza effetti sull\u2019ecosistema marino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il petrolio greggio \u00e8 una miscela complessa di diversi idrocarburi presenti in percentuali variabili in prevalenza alcani; questa, nei depositi naturali, rimane stabile per lungo tempo, ma cambia quando il petrolio viene esposto all\u2019azione della radiazione solare, dell\u2019acqua, dell\u2019ossigeno, dei microrganismi e di altri fattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di norma il petrolio scaricato in mare viene degradato naturalmente dall&#8217;ambiente attraverso processi, noti come \u201cweathering\u201d, che ne modificano la composizione.<br \/>\nLe gocce di petrolio, in base alle dimensioni, possono persistere in sospensione nella colonna d\u2019acqua, oppure aggregarsi con altre particelle formando degli strati spessi o dei sottili film di petrolio che fluttuano sulla superficie dell\u2019acqua; se si aggrega a particelle di sabbia o solidi sospesi, il greggio forma degli aggregati che affondano depositandosi sul fondo del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo lo sversamento, le radiazioni solari a bassa lunghezza d\u2019onda possono indurre diverse reazioni chimiche (ossidazione, decomposizione, polimerizzazione) e molti dei componenti del petrolio sono degradati da microrganismi che necessitano di fosforo e azoto per il loro metabolismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli sversamenti in mare di petrolio costituiscono la causa pi\u00f9 documentata delle \u201cmaree nere\u201d, l\u2019inquinamento sistematico rappresenta la maggior parte dei casi e deriva da fonti diverse: dalle perdite di raffinerie o degli impianti di trivellazione in operazioni offshore, dal trasudamento naturale, ma soprattutto per lo scarico in mare di acque di zavorra da parte di petroliere e navi cisterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i giacimenti di petrolio in terraferma possono provocare gravi danni all&#8217;ambiente e le fuoriuscite sono generalmente causate da impianti che non sono sottoposti agli opportuni controlli. L\u2019inadeguata manutenzione degli oleodotti ha contaminato vaste aree in Russia devastando gli ecosistemi della tundra e della taiga; mentre nella regione del delta del Niger le perdite nei terreni ha formato una crosta che li ha resi inutilizzabili anche per la consuetudine di bruciare i residui sparsi sul terreno o di lasciare che il petrolio fuoriuscito si degradi sotto l\u2019azione del calore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i numerosi disastri che si sono verificati negli ultimi decenni si possono menzionare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, 2010: da 400.000\u20131.200.000 tonnellate di greggio sversate)<br \/>\n\u2022 quello causato dalla petroliera Jessica, che nel gennaio 2001 rivers\u00f2, nel mare davanti alle isole Gal\u00e1pagos, circa 600 tonnellate di greggio mettendo a rischio l\u2019habitat naturale della zona<br \/>\n\u2022 quello provocato della nave Prestige, nel 2002, che si spezz\u00f2 e la \u201cmarea nera \u201cche fuoriusc\u00ec contamin\u00f2 le coste spagnole della Galizia con 60.000 tonnellate di petrolio.<br \/>\n\u2022 Il petrolio e gli altri prodotti di scarto che vengono rilasciati dalle navi e dalle industrie nei fiumi, nei mari, ma anche nel terreno danneggiano l\u2019ecosistema delle coste in varie zone del mondo .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contaminazione da idrocarburi avviene, nel 10% dei casi, per cause accidentali attraverso il riversamento in mare di ingenti quantit\u00e0 di petrolio da navi petroliere coinvolte in incidenti di navigazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono noti gli effetti tossici del petrolio sul plancton e di conseguenza su tutta la catena alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contatto del petrolio con il piumaggio degli uccelli marini causa la distruzione delle barbe e delle barbule delle penne determinando la perdita delle propriet\u00e0 idrorepellenti, dell\u2019isolamento termico e delle capacit\u00e0 di volo per l\u2019incollamento delle piume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il greggio che va a riversarsi sulle coste pu\u00f2 distruggere interi ecosistemi sensibili come le foreste di mangrovie , barriere coralline, paludi salmastre, ma anche di causare danni alle attivit\u00e0 commerciali proprie elle coste quali la pesca, l&#8217;acquacoltura ed il turismo.<br \/>\nIn passato, per rimediare all\u2019inquinamento accidentale da petrolio le pellicole oleose venivano cosparse con sostanze emulsionanti che alla fine risultavano pi\u00f9 dannose del petrolio stesso per gli effetti collaterali sull\u2019ambiente e sull\u2019uomo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8835\" aria-describedby=\"caption-attachment-8835\" style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8835\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Oleispira-antartica.jpeg\" alt=\"Oleispira antartica\" width=\"256\" height=\"197\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8835\" class=\"wp-caption-text\">Oleispira antartica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio, pubblicato su Nature Microbiology, nel quale sono stati analizzati i genomi di batteri raccolti nelle vicinanze della piattaforma Deepwater Horizon, protagonista, nel 2010, di un disastro ambientale nel Golfo del Messico ha permesso di individuare una sorta di comunit\u00e0 di microorganismi nella quale sono state studiate due specie batteriche in grado di agire come efficienti anti- inquinanti: l&#8217;Alcanivorax borkumensis e l\u2019Oleispira antartica.<\/p>\n<p>L&#8217;A. borkumensis \u00e8 un microrganismo Gram negativo, alofilo, aerobico a forma di bastoncino relativamente raro nei mari incontaminati ma presente in percentuale piuttosto elevata nelle acque inquinate dal petrolio, poich\u00e9 utilizza gli idrocarburi come fonti di energia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8834\" aria-describedby=\"caption-attachment-8834\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8834\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Alcanivorax-borkumensis.jpg\" alt=\"Alcanivorax borkumensis\" width=\"600\" height=\"239\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8834\" class=\"wp-caption-text\">Alcanivorax borkumensis<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vive negli strati pi\u00f9 superficiali dell&#8217;oceano e possiede alcuni geni che lo proteggono dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette; attraverso il sequenziamento del DNA i ricercatori hanno scoperto che questi batteri producono enzimi efficaci nel processo di degradazione del petrolio: l&#8217;alcano idrossilasi, la rubredossina e la rubredossina-reduttasi che agiscono rompendo gli idrocarburi miscelati nel greggio, convertendoli in acidi grassi che vengono poi utilizzano come componenti della membrana cellulare. Vengono prodotti anche bio-surfattanti, sostanze dotate di propriet\u00e0 tensioattive che, riducendo la tensione dell\u2019acqua da 72 a 92 mN, contribuiscono ad emulsionare il petrolio aumentando l\u2019indice di degradazione; infine \u00e8 stata riscontrata la capacit\u00e0 \u00ec di attivare processi di decontaminazione di composti come l&#8217;arseniato, il mercurio, il rame ed altri metalli pesanti. A basse temperature, 2-4 \u00b0C, cresce un altro importante batterio: l\u2019Oleispira antarctica che pu\u00f2 essere utilizzato nella pulizia di ambienti marini danneggiati o contaminati da idrocarburi. Si tratta di un microorganismo Gram negativo, mobile con un unico flagello polare, aerobico ma che \u00e8 in grado di crescere in condizioni anaerobiche mediante la riduzione del nitrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiede gli enzimi ossidasi e catalasi ed utilizza l\u2019ammoniaca e i nitrati come fonti di azoto mentre ricava il carbonio dagli un idrocarburi, ed ha affinit\u00e0 per gli ioni metallici, che sono essenziali per la crescita; l\u2019origine marina lo rende strettamente dipendente dalla presenza di sodio, mostrando una crescita ottimale in presenza di 3-5% (peso\/ volume) di NaCl.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo dei batteri idrocarburo-clastici potrebbe essere il biorisanamento messo in atto attraverso un insieme di tecnologie per la depurazione del suolo e del mare che utilizzano microorganismi naturali o ricombinanti al fine di eliminare le sostanze tossiche e pericolose attraverso processi aerobici e anaerobici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo risanamento pu\u00f2 essere effettuato stimolando la crescita dei ceppi autoctoni mediante l\u2019aggiunta di nutrienti o aggiungendo biomassa arricchita per incrementare la popolazione batterica che degrada gli idrocarburi. Considerando la complessit\u00e0 delle componenti del petrolio, \u00e8 auspicabile l\u2019utilizzo di un\u2019 associazione di microrganismi ciascuno dei quali sia specializzato nella degradazione di specifiche componenti. Finora la lotta contro l\u2019inquinamento dagli sversamenti di petrolio \u00e8 stata condotta usando considerevoli quantit\u00e0 di agenti chimici che hanno causato danni sia all\u2019ambiente che alla salute, pertanto. l\u2019impiego di batteri, anti-inquinanti naturali, sarebbe la soluzione pi\u00f9 pulita ed eco-sostenibile.<\/p>\n<p><strong>Sitografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.ilfuturosostenibile.it\/ies\/index.php\/ambiente-e-biodiversita\/661-pierpaolo-de-flego\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ilfuturosostenibile.it\/ies\/index.php\/ambiente-e-biodiversita\/661- pierpaolo-de-flego<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.geroli.com\/blu\/imPetrolio.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.geroli.com\/blu\/imPetrolio.htm<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/contentfiles\/00010300\/10390-rapporto-149- sversamenti-di-petrolio.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/contentfiles\/00010300\/10390-rapporto-149- sversamenti-di-petrolio.pdf<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.focus.it\/ambiente\/natura\/07062010-1720-888-batteri-spazzini-ripuliscono-il-golfo-del-messico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.focus.it\/ambiente\/natura\/07062010-1720-888-batteri-spazzini-ripuliscono-il-golfo-del-messico<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/petrolio-batterio-inquinamento-idrocarburi-oleispira-589\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/petrolio-batterio-inquinamento-idrocarburi-oleispira-589\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alcanivorax\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alcanivorax<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Vivian 5F (scientifico) La novit\u00e0 per ripulire il mare dagli inquinanti e dal petrolio viene fornita dalla natura e si chiama: batteri. 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