{"id":8991,"date":"2020-02-01T17:12:26","date_gmt":"2020-02-01T16:12:26","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=8991"},"modified":"2020-02-01T17:28:00","modified_gmt":"2020-02-01T16:28:00","slug":"ad-itaca-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/ad-itaca-per-sempre\/","title":{"rendered":"Ad Itaca. Per sempre."},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/ad-itaca-per-sempre\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p>di <span style=\"color: #3366ff\"><strong>Margherita Parisi, V B classico<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8993\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1-640x324.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1-640x324.jpg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1-1024x518.jpg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1-768x388.jpg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-1366x691-1.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-dove.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8994\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-dove.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-dove.jpg 350w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Itaca-dove-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Essere stato un grande scrittore, forse rivoluzionario, sicuramente da leggere, conoscere, amare: eppure, a distanza di anni, essere sconosciuto ai pi\u00f9 e relegato in una nicchia.<\/p>\n<p>Proprio in onore di alcuni grandi scrittori del Novecento che stiamo perdendo, ho deciso di creare una serie di puntate in cui vi parler\u00f2 pi\u00f9 che brevemente della loro vita e poi del romanzo o dei romanzi che sono, a mio parere, assolutamente da leggere. Il primo autore che incontreremo sar\u00e0 Luigi Malerba.<\/p>\n<p>Malerba nacque nel 1927 a Pietramagolana, in provincia di Parma, e mor\u00ec poi a Roma nel 2008. Fu uno degli scrittori pi\u00f9 eclettici, curiosi e multiformi del Novecento. Leggere Malerba vuol dire abbandonarsi ad una straordinaria variet\u00e0 di personaggi e accettare i continui riferimenti intertestuali, che fanno sempre tenere l&#8217;attenzione al massimo. Uno dei suoi romanzi pi\u00f9 conosciuti \u00e8 sicuramente \u201cItaca per sempre\u201d: sar\u00e0 proprio di questo che vi andr\u00f2 a parlare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/malerba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8995 alignright\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/malerba.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/malerba.jpg 500w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/malerba-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il romanzo comincia <em>in media res<\/em>, rispetto al poema omerico: Ulisse \u00e8 gi\u00e0 approdato ad Itaca, sotto le mentite spoglie del mendicante. Poi si rivela come Ulisse al figlio Telemaco e ad Eumeo. Organizza una vendetta contro i Proci. La porta a termine.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a questo punto che Malerba comincia a scavare, ad introdurre il germe del dubbio che forse avr\u00e0 sfiorato la mente di molti lettori, anche i pi\u00f9 distratti, del poema antico: com&#8217;\u00e8 possibile che Penelope non riconosca, neppure nel bagliore del sospetto, sotto le spoglie del mendicante, la presenza dello sposo? Di fatto, la Penelope di Malerba, al contrario di quella omerica, riconosce subito l&#8217;eroe, ma tace; nel silenzio, nell&#8217;inquietudine di una psicologia femminile ricostruita con sensibilit\u00e0 magistrale, si macera sua volta chiedendosi: &#8220;Perch\u00e9 Ulisse si svela a tutti e non a me? Forse perch\u00e9 la vendetta \u00e8 questione da uomini? Oppure non ha pi\u00f9 fiducia in me, o peggio, non l&#8217;ha mai avuta?&#8221;<\/p>\n<p>Il risentimento di Penelope &#8211; che in Omero \u00e8 poco pi\u00f9 che abbozzato e si concreta nel singolo celebre interrogatorio del letto coniugale &#8211; nell&#8217;Itaca di Malerba innesta il dramma intimo che attira nel suo vortice Ulisse, il quale giunger\u00e0 a dubitare, non tanto della fedelt\u00e0 della moglie, ma di s\u00e9 e della propria celebrata astuzia, e di come con essa non possa riconquistare il legame con la moglie e il figlio, lacerato dai vent&#8217;anni d&#8217;assenza per una guerra inutile.<\/p>\n<p>Ho trovato questo romanzo semplicemente stupendo. Fu il primo dei romanzi che lessi di Malerba. Mi colp\u00ec tanto che non sono riuscii a togliermelo dalla testa: citazioni, interi dialoghi, pensieri di personaggi gli affioravano nella mia mente. Queste per\u00f2 con il tempo diventarono pi\u00f9 lacunose, meno belle. Il ricordo stava appassendo tanto che mi convinsi a rileggerlo, questa volta con pi\u00f9 attenzione.<\/p>\n<p>Ho scoperto molto riferimenti di Malerba che non avendo colto; ho notato la semplicit\u00e0 stupenda delle descrizioni, e la capacit\u00e0 di creare un canale d&#8217;empatia tra personaggio e lettore .<\/p>\n<p>Sicuramente vi consiglio questo libro e, pi\u00f9 in generale, Malerba, che voi siate un po&#8217; in l\u00e0 con gli anni o che ne siate ancora nel fiore.<\/p>\n<p>Leggetelo, che sia la prima o la millesima volta.<\/p>\n<p>Divorate questo capolavoro, troppo spesso incompreso.<\/p>\n<p>Buona lettura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/s-l1600.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8996\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/s-l1600.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/s-l1600.jpg 550w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/s-l1600-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Margherita Parisi, V B classico &nbsp; &nbsp; Essere stato un grande scrittore, forse rivoluzionario, sicuramente da leggere, conoscere, amare: eppure, a distanza di anni, essere sconosciuto ai pi\u00f9 e relegato in una nicchia. 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