{"id":9038,"date":"2020-03-12T11:30:06","date_gmt":"2020-03-12T10:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9038"},"modified":"2020-03-12T15:26:00","modified_gmt":"2020-03-12T14:26:00","slug":"parise-e-il-prete-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/parise-e-il-prete-bello\/","title":{"rendered":"Parise e &#8216;Il prete bello&#8217;"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/parise-e-il-prete-bello\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ponte_prete_bello.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9044 alignright\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ponte_prete_bello.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"365\" \/><\/a> di\u00a0 <span style=\"color: #ff0000\"><strong><span style=\"color: #800080\">Margherita Parisi, V B classico<\/span> <\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Goffredo Parise nasce l&#8217;8 dicembre del 1929 a Vicenza. Muore poi il 31 agosto del 1986 a Treviso.<\/p>\n<p><em>Il prete bello<\/em>, libro di Parise di cui parleremo oggi, usc\u00ec nel maggio del 1954 e riscosse un clamoroso successo. Rileggendolo, quando ormai le etichette impugnate per celebrarlo o denigrarlo sono alle nostre spalle, dimenticate tanto quanto lo stesso romanzo, ci accorgiamo che il suo segreto sta tutto nella festosa eccentricit\u00e0 dei personaggi che popolano un dedalico e fiabesco caseggiato nella Vicenza del 1940 e di colui che sapr\u00e0 stregarli tutti, don Gastone, il &#8220;prete bello&#8221;:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ilfruttoproibito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9039\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/ilfruttoproibito.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p>personaggi quali la ricca signorina Immacolata, con i suoi strani cappellini a piume e l\u2019occhialino d\u2019oro cesellato; le Walenska, madre e figlia, che si scaldano ingrandendo con una enorme lente l\u2019unico raggio di sole che al tramonto penetra nella loro stanza; Esposito, che tiene sotto chiave le cinque\u00a0figlie concupiscenti, a suo dire troppo belle; Fedora, la cui rigogliosa natura si spande dagli occhi e da tutto il corpo; e la cenciosa banda di ragazzi truffaldini e sentimentali che nei vicoli e sotto i portici cercano ogni giorno di sopravvivere. Nei loro animi, l&#8217;atletico ed elegante don Gastone si infiltra come una passione oscura ma tremendamente capace di dare improvvisamente vita a situazioni intriganti, e talvolta assurde: cos\u00ec\u00a0ci troviamo di fronte a \u00abuna sostanza poetica che ribolle e rifiuta di assestarsi entro schemi definiti\u00bb, per stare alle parole di Eugenio Montale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo libro avevo intenzione di rileggerlo. Consapevole che in libreria non ci sarebbe stato, decisi di andare in biblioteca. Salii le scale e mi diressi allo scaffale rosso con il numero ottocentotrenta, quello della letteratura italiana del ventesimo secolo. Cercai Parise, ma non lo trovai. Un po&#8217; infastidita, continuai a investigare, senza esito. La cosa mi pungeva; decisi incuriosita di cercare gli altri autori di cui in questa serie ho intenzione di scrivere. Nulla. Questi autori non esistono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/YICW-HHoorg6G-KMEWfxl3yxv68ExmZlg27I2eyd086xGIANUhMcI4cqG92qsGHZMTMbH8e_-iBKvM3-V5qYxOn9z1R6c_v-cU-5pHsbINk6PR4OSfGDVSPDjjt5-JYZqXO2MVMSdMubvgRnv3v91g-dWxm98-5S.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9041 aligncenter\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/YICW-HHoorg6G-KMEWfxl3yxv68ExmZlg27I2eyd086xGIANUhMcI4cqG92qsGHZMTMbH8e_-iBKvM3-V5qYxOn9z1R6c_v-cU-5pHsbINk6PR4OSfGDVSPDjjt5-JYZqXO2MVMSdMubvgRnv3v91g-dWxm98-5S.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"242\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quindi, questa \u00e8 la domanda che mi sono posta: &#8220;\u00c8 possibile desiderare di leggere qualcosa che non si sa che esiste? Se le antologie non ne trattano e i giornali, impegnati nei loro affari, neppure; e se neanche nel tempio massimo del sapere, la biblioteca, sono contenute queste pietre antiche, questi preziosi tesori, come abbiamo noi la possibilit\u00e0 di inciamparvici sopra, di scoprirli? Forse per esteso la domanda pu\u00f2 essere: come si pu\u00f2 arrivare a conoscere ci\u00f2 che ci \u00e8 nascosto? Possiamo ipotizzare un tempo in cui forse anche Pascoli, anche Hemingway o Spinoza verranno relegati ad una nicchia chiss\u00e0 dove, in una biblioteca di una citt\u00e0 perduta, in un esemplare scolorito dal tempo?<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 un tempo in cui qualcuno scriver\u00e0 su di loro come &#8220;i perduti&#8221;?<\/p>\n<p>Vi lascio a queste riflessioni.<\/p>\n<p>Buona lettura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/big.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9045 aligncenter\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/big.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"403\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 Margherita Parisi, V B classico &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Goffredo Parise nasce l&#8217;8 dicembre del 1929 a Vicenza. Muore poi il 31 agosto del 1986 a Treviso. 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