{"id":9172,"date":"2020-05-01T15:39:17","date_gmt":"2020-05-01T14:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9172"},"modified":"2020-05-01T15:39:17","modified_gmt":"2020-05-01T14:39:17","slug":"recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DE &#8220;LA DEA FORTUNA&#8221; DI FERZAN \u00d6ZPETEK"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Virginia Calvanico, VB scientifico<\/p>\n<p><strong>Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;.<\/strong><br \/>\nUn inno all\u2019amore, non visto solo come passione ma come qualcosa di pi\u00f9 profondo: un\u2019affinit\u00e0 di anime. \u00c8 questo che Alessandro e Arturo provano l\u2019uno per l\u2019altro, ed \u00e8 anche quello che Annamaria prova per Alessandro, o ancora \u00e8 quello che Annamaria prova per i suoi figli e che finiscono per provare anche i due protagonisti per i due bambini. Alessandro e Arturo si incaricano di occuparsi di Martina e Sandro per un breve periodo durante la malattia di Annamaria, ma dopo la loro rottura credono di non esserne pi\u00f9 in grado e ,d\u2019accordo con la madre, li mandano a vivere con la nonna; il loro piccolo nucleo familiare verr\u00e0 poi ricostruito quando al funerale di Annamaria la coppia decide di rapire i due bambini e di tenerli con s\u00e8. Il film offre quindi anche una riflessione sul concetto di famiglia, dal momento che quella di Martina e Sandro non comprende solo la madre Annamaria, ma anche Alessandro e Arturo, cos\u00ec come anche tutti i loro amici e vicini. L\u2019amore pi\u00f9 \u00e8 libero da definizioni pi\u00f9 \u00e8 limpido e puro: \u00e8 questo il messaggio che trasmette questo film. Alessandro e Arturo sono una coppia da ormai quindici anni, tra loro sembra essersi spenta qualsiasi forma di complicit\u00e0, tanto che i tradimenti reciprochi non mancano ed \u00e8 proprio a causa di questi che la coppia entra in crisi. Nel frattempo Annamaria, ex compagna di Alessandro, gi\u00e0 malata e in ospedale, muore. Spinta dalla necessit\u00e0, prima di lasciarli Annamaria decide di affidare i due bambini alla madre, con la quale ha rotto i rapporti ormai da tempo a causa della natura cattiva e talvolta violenta della vecchia. La nonna non si mostra al di sopra delle aspettative, per questo Arturo ed Alessandro decidono di rapire i due bambini e di portarli via con loro. Durante la fuga i due protagonisti si fermano una notte lungo la costa. Qui ha luogo una scena dal pesante carico emotivo e piena di significato; \u201cGuarda fisso il volto di una persona che ami,poi chiudi gli occhi e subito riaprili, cos\u00ec che l\u2019immagine, come fotografata, scenda fino al cuore\u201d, \u00e8 questo il rituale della dea fortuna dal quale prende nome il film e che i quattro personaggi compiono all\u2019alba a bagno nel mare. In questa scena i due bambini raccontano alla coppia, ormai riavvicinata, che il rituale era stato insegnato loro dalla madre ed aveva come scopo quello di tenere sempre vicino a s\u00e9 le persone amate. Compiono poi questo rituale nei confronti di Alessandro e Arturo palesando quindi l\u2019amore che provano nei loro confronti. Altra tematica presentata dal film \u00e8 quella del valore della sorte, della fortuna, del destino. \u00c8 evidente quanto per Ferzan Ozpetek, regista del film, la sorte rivesta un ruolo fondamentele nella vita di ognuno: ci\u00f2 che ci capita, la gente che incontriamo, definiscono inequivocabilmente la nostra persona e la nostra vita. La sorte alla quale si riferisce Ferzan \u00e8 un\u2019imprevedibile combinarsi di variabili; tuttavia la sorte non viene presentata come forza incontrastabile, viene al contrario data importanza al modo in cui si reagisce agli eventi del fato. Legato a questa tematica \u00e8 soprattutto il personaggio di Annamaria, una sorta di emissario del destino, \u00e8 lei infatti che lasciando i suoi figli ad Alessandro ed Arturo durante il suo soggiorno in ospedale, riesce a riavvicinarli tramite l\u2019amore che entrambi finiscono per provare per i due bambini; quando poi Annamaria muore i rapporti tra i due protagonisti si fanno tesi, fino ad arrivare al punto di rottura. Nonostante questo l\u2019amore che hanno in comune per i due bambini finisce per riunirli. La morale \u00e8 quella del \u201ccarpe diem\u201d Oraziano: cogliere l\u2019attimo, essere in grado di vedere le opportunit\u00e0 nascoste dietro ogni evento, ogni incontro, perch\u00e9 \u00e8 dietro quelle che si trova la nostra felicit\u00e0. La sceneggiatura del film \u00e8 molto ben riuscita, in particolare trovo interessante come Ozpetek spesso coinvolga oggetti o presenti avvenimenti apparentemente non essenziali ma che nascondono un significato molto profondo; Inoltre i paesaggi in cui vengono ambientate le diverse vicende sembrano rispecchiare gli stati d\u2019animo dei personaggi, riuscendo in questo modo a coinvolgere in misura maggiore lo spettatore, che viene catturato dall\u2019intensit\u00e0 della scena. Allo stesso modo la colonna sonora \u201cluna diamante\u201d di Mina e Ivano Fossati accompagna degnamente le intenzioni e quindi il messaggio del film, che arriva pi\u00f9 diretto e con pi\u00f9 facilit\u00e0. Nella colonna sonora \u00e8 anche incluso il brano \u201cche vita meravigliosa\u201d di Diodato, che ha avuto, a merito, la candidatura per la migliore canzone originale. Per quanto riguarda il cast la scelta mi \u00e8 sembrata ben pensata, in particolare quella riguardante Jasmine Trinca nei panni di Annamaria.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JTg4-5kdKvY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Virginia Calvanico, VB scientifico Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;. 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