{"id":9176,"date":"2020-05-01T15:30:29","date_gmt":"2020-05-01T14:30:29","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9176"},"modified":"2020-05-01T15:39:17","modified_gmt":"2020-05-01T14:39:17","slug":"recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek-2\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DE &#8220;LA DEA FORTUNA&#8221; DI FERZAN \u00d6ZPETEK"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-la-dea-fortuna-di-ferzan-ozpetek-2\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Laura Muscardin, classe VB scientifico<\/p>\n<p><strong>Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>A quasi 20 anni dall&#8217;uscita del suo capolavoro Le fate ignoranti, Ferzan \u00d6zpetek torna al cinema con uno dei film pi\u00f9 belli della sua carriera, La dea fortuna, ispirato a una storia vera, d&#8217;amore e d&#8217;amicizia. Molto interessanti sono i significati dei titoli dei film di \u00d6tzpetek, mai scontati; nel caso de La dea fortuna, si fa riferimento al tempio romano dove Alessandro e Arturo si incontrarono per la prima volta, innamorandosi a prima vista; il santuario era celebre per il culto della Fortuna, intesa come spiega Alessandro \u201ccaso che si presenta davanti neutro, buono o cattivo, dipende solo da noi\u201d. La Fortuna fa dunque da vera protagonista in questo film, intesa come sorte, puro caso, pronto a sconvolgere la consueta routine.<\/p>\n<p>Il film si apre con una scena poco chiara: la luce soffusa e la musica di sottofondo rendono l&#8217;atmosfera inquietante e mentre l&#8217;inquadratura si sposta all&#8217;interno di questa casa sconosciuta si riescono a intravedere teschi, carta da parati vecchio stile e antichi ornamenti. La scena si sposta bruscamente in un ambiente molto pi\u00f9 accogliente: una terrazza, luogo ripreso da Le fate ignoranti, dove si sta festeggiando un matrimonio. Come da tradizione si ritrovano attori come la simpatica Serra Yilmaz, dispensatrice di ottimi consigli, e Filippo Nigro, con ruoli sempre pi\u00f9 marginali nei film di \u00d6zpetek, i colori vividi e l&#8217;effetto pastello utilizzati per le riprese cercano di soddisfare un ideale surrealistico di un&#8217;Italia idilliaca e spensierata, in stile Vacanze romane.<\/p>\n<p>Come di consueto, il regista vuole rappresentare una realt\u00e0 a lui vicina, scegliendo come protagonisti di questa commedia due uomini, una coppia di omosessuali: Alessandro, affascinante idraulico che cede volentieri ai piaceri carnali, sempre molto positivo e ottimista, interpretato da Edoardo Leo, e Arturo, traduttore molto puntiglioso in difficolt\u00e0 economiche che non \u00e8 riuscito a diventare n\u00e9 uno scrittore famoso e neanche a intraprendere la carriera universitaria, affidato a Stefano Accorsi.<\/p>\n<p>Alessandro e Arturo, dopo una lunga relazione, si trovano ad affrontare una forte crisi che porta a una carenza di passione e complicit\u00e0 tra i due, culminando poi in ripetuti tradimenti da parte di entrambi. In questa situazione di precario equilibrio, i due protagonisti vengono messi a dura prova dall&#8217;arrivo di due bambini, Martina e Sandro; Annamaria, madre dei ragazzini, migliore amica di Alessandro, nonch\u00e9 colei che gli fece conoscere Arturo, deve affrontare delle cure, e dunque necessita di un aiuto dalla coppia. Arturo e Alessandro, inizialmente impacciati e incapaci di essere autorevoli con i bambini, si trovano cos\u00ec a dover affrontare la paternit\u00e0. L&#8217;autore non perde occasione per enfatizzare l&#8217;importanza di una famiglia allargata, composta da amici sempre pronti a supportarsi a vicenda, per chi, come i due protagonisti del film, viene rifiutato dalla famiglia biologica in quanto \u201cdiverso\u201d, gay o transgender. Il regista trasforma dunque questo concetto, semplice ma fondamentale per l&#8217;evolversi del film, in un immagine, catturando gli attori su teli a quadri, su un prato verde in una bella giornata di sole per un pic nic in compagnia; \u00e8 proprio in questo contesto che il piccolo Sandro si alza in piedi spiegando che \u201cla dea fortuna \u00e8 un segreto, come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, prendi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi, e lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sar\u00e0 sempre con te\u201d lasciando cos\u00ec tutti stupiti per il gesto inaspettato. Le scene di serenit\u00e0 e spensieratezza sono delineate da costanti battute che accompagnano l&#8217;intero film, accostandosi per\u00f2 ciclicamente a litigi tra Alessandro e Arturo. \u00c8 quindi nella parte centrale del film che si sprigiona un turbinio di rabbia, tristezza e delusione di due uomini fragili, che devono affrontare delle grandi difficolt\u00e0 con la responsabilit\u00e0 di due giovani vite sulle spalle.<\/p>\n<p>A mio parere la scelta dei vari personaggi \u00e8 stata molto azzeccata: Edoardo Leo nella parte del bel giovane romano rubacuori un po&#8217; rozzo nei modi, molto diretto ma buono di cuore, mentre stupisce molto Stefano Accorsi, calato totalmente nel personaggio di uno scrittore scrupoloso, molto educato, che sembra indossare una corazza quotidiana per proteggere la sua immensa fragilit\u00e0 d&#8217;animo. Nonostante la pessima ed esagerata drammaticit\u00e0 della conclusione del film, ho molto apprezzato la presenza di Barbara Alberti, estremamente appropriata al ruolo di nonna cattiva da drammi infantili e che dunque ha reso il finale convincente.<\/p>\n<p>Ne La dea fortuna si pu\u00f2 notare un Ferzan \u00d6zpetek molto maturo che tratta temi importanti come la paternit\u00e0 e il mutamento dell&#8217;amore col passare del tempo, l&#8217;attenzione del regista non ricade pi\u00f9 sull&#8217;erotismo dell&#8217;amore di coppia, come in Napoli velata, bens\u00ec sulle dinamiche familiari, in stile mucciniano, il regista \u00e8 stato in grado di trasmettere il messaggio che \u201cl&#8217;amore chiama amore\u201d affrontando con grande semplicit\u00e0 il tab\u00f9 dell&#8217;omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>La dea fortuna \u00e8 decisamente un film molto coinvolgente, che trasmette allo spettatore grandi emozioni tramite sguardi intensi, silenzi rumorosi e scene di forte malinconia per amari ricordi; c&#8217;\u00e8 da dire che l&#8217;autore ha la grande capacit\u00e0 di coinvolgere lo spettatore, permettendo a quest&#8217;ultimo di immedesimarsi nel personaggio, tutto questo grazie alla messa a nudo dei sentimenti dei protagonisti e alle colonne sonore sempre molto azzeccate dalle quali lo spettatore si lascia trasportare. Luna Diamante cantata da Mina e scritta da Ivano Fossati lascia gli spettatori col fiato sospeso e gli occhi lucidi, riesce a trasmettere a pieno la carica emotiva del film, di un amore intenso, vissuto, che si trova ormai agli sgoccioli, di due anime semplici impaurite dallo scorrere del tempo ma al contempo trasudanti di voglia di vivere e di ricominciare.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JTg4-5kdKvY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Muscardin, classe VB scientifico Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;. A quasi 20 anni dall&#8217;uscita del suo capolavoro Le fate ignoranti, Ferzan \u00d6zpetek torna al cinema con uno dei film pi\u00f9 belli della sua carriera, La dea fortuna, ispirato a una storia vera, d&#8217;amore e d&#8217;amicizia. 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