{"id":9180,"date":"2020-05-01T15:39:17","date_gmt":"2020-05-01T14:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9180"},"modified":"2020-05-01T15:39:17","modified_gmt":"2020-05-01T14:39:17","slug":"recensione-di-tutto-il-mio-folle-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-tutto-il-mio-folle-amore\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DI &#8220;TUTTO IL MIO FOLLE AMORE&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-tutto-il-mio-folle-amore\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p style=\"text-align: right;\">di Eleonora Franchini, classe VB scientifico<\/p>\n<p><strong>Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTutto il mio folle amore\u201d del regista premio Oscar Gabriele Salvatores \u00e8 stato il film che, tra tutti quelli in concorso, mi ha pi\u00f9 piacevolmente colpito.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 ambientata inizialmente a Trieste, dove Elena (Valeria Golino) vive con suo figlio Vincent, affetto da un grave disturbo di personalit\u00e0 sin dalla nascita, l\u2019autismo, e l\u2019attuale marito Mario (Diego Abatantuono) che si \u00e8 preso cura del ragazzo come se fosse suo figlio naturale, adottandolo legalmente. Una sera, inaspettatamente, Willi (Claudio Santamaria), il padre biologico di Vincent, si presenta a casa di Elena, la compagna che aveva abbandonato una volta scoperta la sua gravidanza. Willi \u00e8 un cantante da matrimoni, definito il \u201cModugno della Dalmazia\u201d, prossimo ad una tourn\u00e9e nei Balcani; proprio quando parte da Trieste, dopo essere stato cacciato da Elena, si ritrova nel furgone il figlio Vincent, il quale si era intrufolato dentro la sera prima. Inizia cos\u00ec l\u2019avventuroso viaggio di un padre con un figlio del quale non conosce la malattia. Nel frattempo Mario ed Elena si mettono anch\u2019essi in viaggio per recuperare Vincent, convinti che sia stato lo stesso Willi a rapirlo. Alla fine si riveler\u00e0 un viaggio che ha aiutato un padre a conoscere un figlio di 16 anni mai incontrato prima, instaurando in poco tempo e da quel momento un rapporto solido e di fiducia tra i due.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 ispirato al romanzo \u201cSe ti abbraccio non aver paura\u201d di Fulvio Ervas ed \u00e8 un ritorno per il regista Salvatores al \u201cRoad movie\u201d. Viene infatti rappresentato un viaggio interpretabile non solo come lo intendiamo, ovvero quello lungo una strada con la propria auto, esterno, ma anche interiore dove padre e figlio si scontrano, si divertono e scoprono attraverso l\u2019altro. Vengono inoltre affrontati temi importanti; ad esempio la diversit\u00e0, che presuppone l\u2019amare chi \u00e8 diverso da noi, in questo caso una diversit\u00e0 caratterizzata dall\u2019autismo di Vincent. In una scena Willi ammette di non essere a conoscenza della malattia del figlio e per questo motivo lo ritiene strano per i suoi comportamenti; ma allo stesso tempo lui si autodefinisce una persona \u201cstrana\u201d per la sua deludente carriera da cantante da matrimoni e si chiede a questo punto dove andranno a finire due \u201cstrani\u201d come loro. Altro tema alla base del film \u00e8 la paternit\u00e0 che, come afferma lo stesso Claudio Santamaria in un\u2019intervista, \u201c\u00e8 una cosa che si impara\u201d. Willi infatti, prima di sedici anni non si era mai fatto vivo, non aveva mai provato l\u2019esperienza di essere padre e rapportarsi con un figlio, prendendosene cura. Il viaggio per\u00f2 lo aiuter\u00e0, oltre che a conoscere Vincent come persona, anche a rendersi pi\u00f9 responsabile nei suoi confronti e ad amarlo alla follia. Temi che vengono affrontati nel complesso con semplicit\u00e0, ma non superficialmente, e non risultando pesanti nel corso della pellicola. Mi ha particolarmente colpito la performance degli attori, soprattutto del giovane Giulio Pranno (Vincent), ruolo di grande importanza ed impegnativo, dovendo interpretare un ragazzo affetto da autismo. In generale ritengo che la selezione degli attori, sia protagonisti che non, da parte del regista sia stata accurata; con la loro bravura sono riusciti a trasmettere al pubblico messaggi forti e importanti. Un film che rispetto agli altri in concorso, mi ha emozionato e divertito per le diverse avventure e disavventure affrontate da Willi e Vincent nel corso del loro viaggio. Ne consiglio vivamente la visione a chiunque abbia voglia di passare una serata serena, sia con gli amici che con la famiglia, anche a coloro che non amano particolarmente il cinema italiano e preferiscono le commedie straniere. Come diceva Thomas Eliot: \u201cQuello che conta \u00e8 il percorso del viaggio e non l\u2019arrivo\u201d, citazione che pu\u00f2 riassumere nel miglior modo possibile, il contenuto di questo film.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_DKtsKIevvo\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Franchini, classe VB scientifico Recensione consegnata in questa forma nell&#8217;ambito del concorso &#8220;David Giovani&#8221;. \u201cTutto il mio folle amore\u201d del regista premio Oscar Gabriele Salvatores \u00e8 stato il film che, tra tutti quelli in concorso, mi ha pi\u00f9 piacevolmente colpito. 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