{"id":9417,"date":"2020-12-02T19:02:45","date_gmt":"2020-12-02T18:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9417"},"modified":"2020-12-02T19:02:45","modified_gmt":"2020-12-02T18:02:45","slug":"recensione-de-il-complotto-contro-lamerica-di-philip-roth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-il-complotto-contro-lamerica-di-philip-roth\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DE &#8220;IL COMPLOTTO CONTRO L&#8217;AMERICA&#8221; DI PHILIP ROTH"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-de-il-complotto-contro-lamerica-di-philip-roth\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><em>Con questa recensione di Andrea Maurin (I C classico) avviamo una nuova annata della <\/em>Voce del Bruno-Franchetti<em>; nonostante le difficolt\u00e0 del momento, molti pensieri ed energie sono sul tavolo<\/em> <em>della redazione e stanno per farsi sentire: in attesa di leggere il primo numero bimestrale, che sar\u00e0 pubblicato poco prima delle festivit\u00e0 natalizie, ascoltate la voce di Andrea e Philip Roth. Buona lettura!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVotate per Lindberg o votate per la guerra!\u00bb. Che cosa fareste se una persona vi ponesse queste due alternative? \u00abC\u2019\u00e8 bisogno di chiederlo?\u00bb, qualcuno potrebbe rispondermi. Del resto, quando mai scegliere la guerra si \u00e8 dimostrata una decisione sensata? Tuttavia altri, forse i pi\u00f9 curiosi, potrebbero rivolgermi ben altri quesiti: \u00abChi \u00e8 Lindberg? Di che guerra stiamo parlando?\u00bb.<\/p>\n<p>Siamo nel 1940, in un\u2019America che vive tranquilla e ignara (o forse volutamente inconsapevole) della guerra infernale che si sta svolgendo al di fuori dei propri confini: la Germania di Hitler ha assoggettato mezza Europa e bombardato l\u2019altra met\u00e0, il Giappone sta devastando la Cina, ma gli americani non si sono mai sentiti cos\u00ec bene nell\u2019ultimo decennio. Dopotutto la Grande depressione sembra essere ormai acqua passata soprattutto grazie a FDR, il presidente Franklin Delano Roosevelt, democratico, che con il suo New Deal ha aiutato i suoi concittadini a rialzare la testa, a sperare ancora nel futuro, e tutto sembra presagire che a novembre gli elettori gli riconsegneranno le chiavi della Casa Bianca, per la terza volta consecutiva. A un presidente cos\u00ec amato i repubblicani (la destra USA) non sanno quale candidato contrapporre, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che tutti andrebbero incontro a una sconfitta certa. Tutti tranne uno: Charles Lindberg. S\u00ec, \u00e8 proprio quel Lindberg che nel 1927 ha trasvolato l\u2019Atlantico, primo uomo a farlo, e per questo \u00e8 un eroe nazionale, una specie di <em>pop star<\/em>. Ma non \u00e8 solo la popolarit\u00e0 il punto di forza di questo <em>outsider<\/em>: \u00e8 anche un fervido isolazionista, cosa che FDR non pu\u00f2 dire di s\u00e9 stesso. E nonostante Lindberg venga additato (e non senza motivo) come filonazista e antisemita, gli americani capiscono che se vogliono continuare a vivere con tranquillit\u00e0 la scelta da fare \u00e8 una sola, e il giorno delle elezioni non hanno dubbi sul proprio futuro.<\/p>\n<p>Lindberg viene eletto presidente e sembra che non sia cambiato nulla in America, ma non \u00e8 cos\u00ec. Infatti per Philip Roth, l\u2019autore del romanzo che nel 1940 ha solo sette anni, questo evento \u00e8 l\u2019inizio di un incubo. La famiglia Roth, padre, madre, Philip e il fratello maggiore Sandy, \u00e8 una famiglia semplice e felice che abita nel New Jersey, ma agli occhi del nuovo presidente ha un difetto: \u00e8 ebrea. Vive in un quartiere di soli ebrei, manda i figli in scuole private ebraiche, frequenta la sinagoga locale; ma nonostante ci\u00f2, a detta dei Roth, non esiste nessuno pi\u00f9 fiero di loro di essere americano. Per\u00f2 questo spassionato patriottismo non basta a far cambiare idea alla gente che incontrano per strada e che non li guarda pi\u00f9 come prima ma li osserva con gli occhi del sospetto; tantomeno pu\u00f2 farla cambiare al nuovo presidente. Dopo il mantenimento della promessa di neutralit\u00e0 statunitense, che si compie con un patto con Hitler e un definitivo abbandono degli Alleati, il popolo adora sempre di pi\u00f9 la propria guida e non si accorge che nel frattempo Lindberg sta portando avanti il suo progetto di soluzione della questione ebraica, per giunta nel modo pi\u00f9 meschino possibile: mettendo genitori contro figli. Infatti a scuola di Sandy Roth arriva una proposta apparentemente innocua dal neocostituito Ufficio per l\u2019Assimilazione Americana: una esperienza estiva in un <em>ranch<\/em> del tradizionalissimo Kentucky, un\u2019occasione in cui anche i ragazzi ebrei possono forgiare la propria identit\u00e0 americana. Sandy accetta e al suo ritorno non \u00e8 pi\u00f9 il ragazzo di prima: loda Lindberg, disprezza i suoi parenti ebrei e soprattutto \u00e8 indifferente di fronte all\u2019imbarbarimento progressivo della societ\u00e0 che li circonda. Per i Roth, i loro vicini e tutti gli ebrei d\u2019America inizia una stagione buia, in cui ogni giorno si fa sempre pi\u00f9 forte il timore che in un futuro imminente anche il loro amato paese possa trasformarsi in un regno del terrore.<\/p>\n<p>Per somma fortuna della famiglia Roth, e anche per la nostra, questa non \u00e8 la Storia che si studia sui manuali perch\u00e9 non \u00e8 mai accaduta negli stessi esatti termini in cui Philip Roth ce la racconta; perch\u00e9 questo libro, <em>Il complotto contro l\u2019America <\/em>(2004), \u00e8 un romanzo ucronico e distopico. Ucronico, come suggerisce la parola stessa, indica che il tempo della narrazione \u00e8 un \u2018non-tempo\u2019, ma non per questo non potrebbe essere Storia. Infatti questi terribili accadimenti sarebbero potuti succedere, o potrebbero esserlo in futuro, ovviamente con altri attori e in altri contesti. A mio avviso \u00e8 proprio qui che sta la forza di questo romanzo, cos\u00ec come dello studio della vera Storia: ci ricorda sempre cosa potrebbe succedere se noi ci dimenticassimo di scegliere il bene per la societ\u00e0 in cui viviamo, tenendo conto anche, e soprattutto, delle fasce pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 a rischio. <em>Il complotto contro l\u2019America<\/em> ci mostra, attraverso la purezza degli occhi di un bambino, come un desiderio di pace per noi stessi, di mantenimento dello <em>status quo<\/em>, possa portare a farci imboccare strade sbagliate, spesso guidati dalle persone sbagliate: i demagoghi. Ancora oggi, dopo sedici anni dalla sua pubblicazione, il romanzo ci manda un messaggio importante: ci invita a non cedere alla tentazione di semplificare i problemi, di banalizzare le situazioni, di restringere la visione d\u2019insieme, altrimenti nella societ\u00e0 ci sar\u00e0 sempre qualcuno a farne le spese, e magari un domani potrebbe toccare a noi. Philip Roth tesse con maestria una trama che a poco a poco, pagina dopo pagina, diviene sempre pi\u00f9 tesa e che raggiunge il suo apice nel finale a sorpresa stupendo tutti i lettori, anche i pi\u00f9 arguti. Consiglio questo libro sia perch\u00e9 \u00e8 ben costruito e avvincente sia soprattutto perch\u00e9 ci sprona a cercare di costruire un mondo migliore: solo conoscendo il buio si desiderer\u00e0 veramente la luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questa recensione di Andrea Maurin (I C classico) avviamo una nuova annata della Voce del Bruno-Franchetti; nonostante le difficolt\u00e0 del momento, molti pensieri ed energie sono sul tavolo della redazione e stanno per farsi sentire: in attesa di leggere il primo numero bimestrale, che sar\u00e0 pubblicato poco prima delle festivit\u00e0 natalizie, ascoltate la voce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":330,"featured_media":9418,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-9417","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/330"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9417"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9420,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9417\/revisions\/9420"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}