{"id":9601,"date":"2021-05-31T13:45:11","date_gmt":"2021-05-31T12:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9601"},"modified":"2021-05-31T13:45:11","modified_gmt":"2021-05-31T12:45:11","slug":"recensione-di-a-ciascuno-il-suo-di-leonardo-sciascia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-a-ciascuno-il-suo-di-leonardo-sciascia\/","title":{"rendered":"Recensione di &#8220;A ciascuno il suo&#8221; di Leonardo Sciascia"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/recensione-di-a-ciascuno-il-suo-di-leonardo-sciascia\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><em>Nel centenario della nascita di Sciascia non poteva mancare la recensione di un suo celebre romanzo che ancora non ha finito di dire quanto ha da dirci; questa importante recensione \u00e8 firmata dalla nostra valente caporedattrice, Giovanna Longobardi (II A classico). Buona lettura!<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Leonardo Sciascia pubblica, nel 1966, il romanzo <em>A ciascuno il suo<\/em>, si \u00e8 gi\u00e0 occupato di mafia, ne <em>Il giorno della civetta<\/em>. Tra i pi\u00f9 significativi scrittori italiani del secondo Novecento, Sciascia fu il primo a scrivere di criminalit\u00e0 organizzata, in anni in cui \u2013 come dichiar\u00f2 egli stesso \u2013 \u00abil Governo non solo si disinteressava del fenomeno della mafia, ma esplicitamente lo negava\u00bb. Con uno stile secco e disincantato, attraverso la contaminazione fra romanzo giallo e romanzo di denuncia civile, mise a nudo la realt\u00e0 siciliana, il sistema di potere malavitoso, le implicazioni e le connivenze tra mafia e politica.<\/p>\n<p>La vicenda di <em>A ciascuno il suo<\/em> si svolge a partire dall\u2019agosto del 1964 in un paese dell\u2019entroterra siciliano, sconvolto dal duplice omicidio, durante una battuta di caccia, del medico Roscio e del farmacista Manno, che qualche giorno prima aveva ricevuto una lettera anonima in cui veniva minacciato di morte, lettera che, convintosi si trattasse di uno scherzo, aveva ignorato. Subito si ipotizza un regolamento di conti per una presunta relazione di Manno con una frequentatrice della farmacia in cui anche Roscio sarebbe rimasto fatalmente coinvolto. Segue, invece, un\u2019altra pista il professore liceale Laurana, interessatosi al caso pi\u00f9 per curiosit\u00e0 che per l\u2019amicizia con il medico, avendo notato sul rovescio della lettera le parole <em>unicuique suum<\/em> \u2013 da qui il titolo del romanzo \u2013 ritagliate dalla testata de <em>L\u2019Osservatore Romano<\/em>. La lunga indagine lo porter\u00e0 a incontrare un deputato comunista, a cui lo stesso Roscio, qualche settimana prima di morire, aveva promesso dei documenti compromettenti su un potente notabile del paese. Laurana intuisce, quindi, che il vero bersaglio era il medico, mentre la lettera a Manno era un tentativo di depistaggio. E man mano giunge alla verit\u00e0: Roscio aveva scoperto la relazione che sua moglie Luisa aveva con suo cugino, l\u2019influente avvocato democristiano Rosello, e aveva ricattato quest\u2019ultimo minacciando di rivelare i suoi numerosi affari illeciti. Laurana si propone di tenere per s\u00e9 i risultati della sua indagine, ma, sedotto e ingannato dall\u2019avvenente Luisa, a sua insaputa complice dell\u2019amante ai danni del marito, viene ucciso e seppellito in una solfatara. Circa un anno dopo l\u2019assassinio di Roscio, in paese si festeggia il fidanzamento di Luisa e dell\u2019avvocato Rosello, sancendone cos\u00ec la vittoria definitiva.<\/p>\n<p>Desolante e angosciosamente amaro \u00e8 lo spaccato offertoci da Sciascia; un monito fortissimo e insieme sfiduciato. Gli sforzi di Laurana, descritto come un uomo timido, riflessivo, non coraggioso, che pi\u00f9 volte cerca di lasciar perdere l\u2019indagine, risultano tragicamente vani. Egli \u00e8 vittima di un intrigo che mai avrebbe immaginato cos\u00ec oscuro e spregiudicato; \u00e8 un ingenuo e uno sconfitto. Viene definito \u00abun cretino\u00bb, poich\u00e9 non si \u00e8 adeguato alla mentalit\u00e0 omertosa del paese, alla coltre di menzogne e silenzi che tutto copre. Dal finale del libro si comprende, infatti, come molti paesani fossero a conoscenza della causa dell\u2019omicidio e dei responsabili, ma \u2013 come profetizza il titolo del romanzo \u2013 ognuno fosse tenuto e abituato a occuparsi dei propri affari, a salvaguardare i propri interessi.<\/p>\n<p>La vera protagonista, ben pi\u00f9 pericolosa della bella Luisa, \u00e8 quindi la mafia, che, pagina dopo pagina, Sciascia delinea senza mezzi termini in tutta la sua ferocia e il suo marciume; una presenza orrenda, oscura e asfissiante. Un male immedicabile perpetuato da \u00abgalantuomini\u00bb e sorrisi compiaciuti, da \u00abdelinquenti incensurati, rispettati, intoccabili\u00bb, tra favoritismi e corruzione. Garantito da una difesa giudiziaria pigra o compromessa, da opportunismi e vigliaccherie, dalla complicit\u00e0 delle autorit\u00e0 religiose e della classe politica.<\/p>\n<p>Anche nell\u2019Italia di oggi, in cui si mette in discussione l\u2019ergastolo ostativo per reati di mafia e la crisi economica e sociale causata dal Covid-19 fornisce ennesima linfa alla criminalit\u00e0 organizzata, i romanzi di Leonardo Sciascia offrono una preziosissima lezione da tenere bene a mente, contro la perpetuazione di uno stato di cose intollerabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel centenario della nascita di Sciascia non poteva mancare la recensione di un suo celebre romanzo che ancora non ha finito di dire quanto ha da dirci; questa importante recensione \u00e8 firmata dalla nostra valente caporedattrice, Giovanna Longobardi (II A classico). Buona lettura! &nbsp; Quando Leonardo Sciascia pubblica, nel 1966, il romanzo A ciascuno il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":330,"featured_media":9602,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-9601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/330"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9601"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9604,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9601\/revisions\/9604"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}