{"id":9880,"date":"2022-11-29T15:57:04","date_gmt":"2022-11-29T14:57:04","guid":{"rendered":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/?p=9880"},"modified":"2022-11-29T16:23:10","modified_gmt":"2022-11-29T15:23:10","slug":"come-sta-la-nostra-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/come-sta-la-nostra-democrazia\/","title":{"rendered":"Come sta la nostra democrazia?"},"content":{"rendered":"<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin:5px 0;float:none;height:20px;\"><script src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><fb:like href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/come-sta-la-nostra-democrazia\/\" send=\"true\" layout=\"button_count\" width=\"50\" show_faces=\"true\" font=\"tahoma\" action=\"like\" colorscheme=\"light\"><\/fb:like><\/div><p><b>Un quadro clinico dell\u2019Italia attraverso le elezioni<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">di Andrea Maurin<\/span><\/i><\/p>\n<p><i style=\"font-size: 1rem;\">E\u2019 passato poco pi\u00f9 di un mese dalle elezioni, la massima espressione della volont\u00e0 dei cittadini. Ecco un\u2019approfondita analisi e una messa a nudo di tutte le problematiche della scena politica attuale.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Volendo rielaborare un\u2019antica e fortunata metafora,<\/span><b> se lo Stato fosse un corpo umano, le elezioni sarebbero l\u2019apparato circolatorio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. In effetti esse ossigenano il dibattito pubblico di idee e proposte, raggiungono con manifesti e volantini persino le cellule pi\u00f9 periferiche della societ\u00e0, coagulano masse intorno ai leader durante i comizi e pompano milioni di elettori ai seggi a compiere il proprio dovere civico, chi per entusiasmo (pochi), chi per protesta (molti) e chi per abitudine (moltissimi). In tal senso, i risultati delle elezioni possono essere guardati come le analisi del sangue: indicando i valori delle varie componenti politiche ci fanno capire qual \u00e8 la<\/span><b> dieta mediatica dell\u2019elettorato<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (ovvero quali informazioni \u201cconsumiamo\u201d abitualmente) e quali sono i <\/span><b>bisogni prioritari della comunit\u00e0 nazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Venendo dunque alle ultime <\/span><b>elezioni del 25 settembre<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, proviamo ad analizzare alcuni dati utili per comprendere lo stato di salute della nostra democrazia.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b><i>La malattia silenziosa: l\u2019astensione.<\/i><\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Innanzitutto partiamo dal primo problema: il <\/span><b>crescente astensionismo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ovvero il progressivo ma inesorabile aumento di persone che scelgono di non esprimere il proprio voto. Alle ultime elezioni infatti, su 46 milioni di aventi diritto di voto, ben 17 milioni non si sono recati alle urne, circa il <\/span><b>36%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, mai cos\u00ec tanti dalla nascita della Repubblica. Tuttavia, munendoci di microscopio, notiamo come l\u2019astensionismo in realt\u00e0 non sia omogeneo nel Paese: se nel Centro-Nord si attesta intorno al 30%, <\/span><b>al Sud invece sale vertiginosamente<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, avvicinandosi al 50%, come nel caso del comune di Napoli, in cui a votare \u00e8 andato meno di un elettore su due, precisamente il 49,7%. Numeri preoccupanti, che dimostrano come una quantit\u00e0 sempre maggiore di cittadini non si senta rappresentata dall\u2019<\/span><b>offerta politica attuale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, poich\u00e9 \u00e8<\/span><b> ritenuta incapace di dare soluzioni adeguate<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> per chi vive situazioni di disagio, soprattutto al Meridione. Solitamente, per liquidare la questione, si dice che gli astenuti hanno <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">preferito<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> restare a casa, ma siamo sicuri che sia cos\u00ec? A volte a ostacolare la partecipazione al voto sono le stesse <\/span><b>regole elettorali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: sono infatti circa 5 milioni gli <\/span><b>elettori fuori sede<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, spesso impossibilitati a tornare nel proprio comune di residenza poich\u00e9 troppo distante. Sebbene la stragrande maggioranza dei partiti si sia detta favorevole a porre una soluzione al problema, nella scorsa legislatura non sono stati in grado di modificare la legge in tal senso e ora che sono passate le elezioni la questione sembra non interessare pi\u00f9 a nessuno.<\/span><\/p>\n<h3><b><i>Donne: la vitamina D di una politica dalle ossa fragili<\/i><\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Queste ultime elezioni per\u00f2 sono state importanti anche perch\u00e9 per la prima volta <\/span><b>una donna \u00e8 stata chiamata a guidare il governo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. A fronte di questa svolta storica, bisogna tuttavia segnalare un altro dato allarmante: per la prima volta in 20 anni la percentuale di donne elette in Parlamento invece di aumentare \u00e8 calata, <\/span><b>dal 35%<\/b> <b>delle scorse elezioni al<\/b> <b>31%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Si tratta di una disparit\u00e0 penalizzante non solo per le donne,\u00a0 drasticamente sottorappresentate, ma anche per tutta la politica, bisognosa della visione e della competenza femminile, soprattutto in tema di disuguaglianze di genere. Ma com\u2019\u00e8 possibile questo calo se la legge obbliga i partiti ad alternare nelle liste i candidati uomini con le loro colleghe, in modo che esse non vengano messe in posizioni sfavorevoli? Tutto si spiega grazie a un altro aspetto previsto dalla legge elettorale, le cosiddette <\/span><b>pluricandidature<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Poich\u00e9, infatti, nella porzione di seggi eletta proporzionalmente i candidati delle varie liste possono presentarsi in pi\u00f9 circoscrizioni, spesso i partiti hanno candidato le donne in prima posizione in pi\u00f9 circoscrizioni, permettendo da un lato che esse fossero sicuramente elette, ma dall\u2019altro che in tutte le circoscrizioni lasciate libere da una candidata gi\u00e0 eletta altrove scattasse il seggio per tutti gli uomini candidati in seconda posizione. Una mossa subdola, se calcolata, o comunque ingenuamente dannosa, se non prevista, che testimonia in ogni caso i grandi passi ancora da compiere per garantire alle donne un equo accesso alla politica.<\/span><\/p>\n<h3><b><i>Realt\u00e0 locali: un\u2019epidemia di paracadutati<\/i><\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, un ulteriore aspetto su cui dobbiamo fare attenzione \u00e8 la <\/span><b>distanza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, sempre pi\u00f9 marcata, che si crea <\/span><b>tra elettori ed eletti.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Negli ultimi decenni infatti si \u00e8 invertito il processo di selezione dei candidati: invece che lasciare spazio a politici cresciuti dal basso, ovvero dalla propria realt\u00e0 locale, spesso i partiti impongono ai territori figure calate dall\u2019alto e candidate in posti considerati sicuri per il proprio partito, solo perch\u00e9 essi hanno dimostrato maggiore lealt\u00e0 al leader di turno o godono di maggiore prestigio. \u00c8 il caso di Piero Fassino, ex-sindaco di Torino, eletto alla Camera nella circoscrizione del Veneto, o di Maria Elisabetta Alberti Casellati, ex-presidente del Senato nata a Rovigo, candidata in un seggio blindato in Basilicata. Purtroppo la lista dei \u201cparacadutati\u201d (cos\u00ec chiamati poich\u00e9 entrano in Parlamento \u201cparacadutandosi\u201d in una regione d\u2019Italia qualsiasi con la quale non hanno legami personali, ma che \u00e8 perfettamente idonea ad essere soggetta ad un\u2019astuta campagna elettorale ) \u00e8 ancora molto lunga e ci fa capire che non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019eccezione, ma la regola.<\/span><\/p>\n<h3><b><i>La cura possibile<\/i><\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per finire, se volessimo fare un bilancio, potremmo notare una <\/span><b>perdita di fiducia del popolo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> nel potere del proprio voto, testimoniata dall\u2019<\/span><b>astensione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, un grido muto contro una politica che sembra non ascoltare, spesso vista come una casta autoreferenziale. Inoltre, ad aumentare la distanza tra istituzioni e cittadini contribuiscono anche la <\/span><b>scarsa valorizzazione delle donne<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> da parte dei partiti, come anche degli esponenti del territorio, spesso pi\u00f9 conosciuti e magari stimati dall\u2019elettorato. Di fronte a tutto ci\u00f2 \u00e8 dunque ancor pi\u00f9 necessario ricordare a noi stessi e a chi ci governa le parole dell\u2019<\/span><b>articolo 3<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> della nostra Costituzione:<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.\u00bb<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_9760\" aria-describedby=\"caption-attachment-9760\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9760 size-medium\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino-640x427.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino-640x427.jpeg 640w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino-768x512.jpeg 768w, https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Camera_dei_deputati-giornalino.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9760\" class=\"wp-caption-text\">Foto della Camera Dei Deputati del 2022 &#8211; fonte: Quirinale.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un quadro clinico dell\u2019Italia attraverso le elezioni di Andrea Maurin E\u2019 passato poco pi\u00f9 di un mese dalle elezioni, la massima espressione della volont\u00e0 dei cittadini. 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