di Chiara Poloni e Lucia Lizzul 5G
BRUNOVOX: Come si sono organizzati i tuoi studi dopo il liceo?
GAIA: Diciamo che, finito il liceo (Liceo scientifico “G.iordano Bruno” di Mestre ndr), il mio percorso è stato un po’ travagliato. Ho lavorato per un anno, in seguito ho frequentato per due anni i corsi di fisioterapia all’università fino a che, in un blog online, ho scoperto una scuola “speciale” ad Amburgo: un nuovo mondo. Infatti, sebbene il liceo sia un’ottima base di partenza, spesso gli studenti non hanno percezione delle svariate possibilità che si possono incontrare fuori dall’Italia, come per esempio questa scuola.
BRUNOVOX: Che genere di scuola è?
GAIA: È una scuola americana con diverse sedi in giro per il mondo che, in due anni, permette di diventare creativi pubblicitari. La mia scelta è ricaduta su Amburgo in quanto era l’unica sede in Europa in cui i corsi si svolgono in inglese.
BRUNOVOX: Nello specifico come si svolge l’iter in questi due anni?
GAIA: Il primo anno si tengono corsi di teoria e pratica incentrati sull’uso di programmi informatici come Photoshop o Iillustrator che verranno poi largamente sfruttati per creare le pubblicità. Il secondo anno, invece, è interamente incentrato sulla prassi. Gli studenti sono inviati 3 o 4 volte in aziende internazionali per fare esperienza. Alla fine di questi due anni c’è la cosiddetta graduation per cui non occorre scrivere una tesi, ma si “impacchettano” tutti i lavori eseguiti in modo da presentarli alla commissione che li giudicherà.
BRUNOVOX: Quali sono state le tue esperienze nel mondo?
GAIA: Sono stata per circa tre mesi a Shangai, Chicago e Dubai. E devo dire che, a differenza dell’Italia in cui i tirocinanti sono usati come meri assistenti, in queste città ho trovato persone che avevano molta fiducia in me e che mi hanno fatto subito lavorare seriamente. In questo modo, alla fine del percorso, si è già formati in maniera professionale e si hanno numerosi contatti per avere un maggior numero di clientela. L’importante in quest’attività, oltre a conoscere è soprattutto farsi conoscere.
BRUNOVOX: E in tutto questo girovagare non senti la mancanza della famiglia, degli amici…?
GAIA: Devo dire che, per chi si lascia a casa, la situazione è peggiore, mentre per chi parte è più facile: si è sempre in movimento e con mille cose da fare, il tempo passa veloce senza che ce ne rendiamo conto, non si ha abbastanza spazio per abbandonarsi alla nostalgia. Infatti, a mio parere, il lavoro del pubblicitario è tra i più stressanti in quanto non ci sono orari fissi, si lavora anche il week end e si deve essere sempre disponibili per le chiamate dell’ultimo momento. La mia vita sociale è soffocata, è come se avessi una relazione con il mio lavoro, ma la soddisfazione è talmente grande che alla fine ti dici “Cavolo, ne è valsa la pena!”
BRUNOVOX: Cos’hai trovato all’estero che in Italia non sei stata in grado di trovare?
GAIA: All’estero, il contatto con diverse culture ti permette di conoscere e capire diversi tipi di mentalità e ti rendi conto che l’Italia è solo una piccolissima parte di un tutto. Ammiro le persone che riescono a restare qui dove il sistema non cambia e non ti permette di cambiare e in cui vige la meritocrazia.
BRUNOVOX: Cosa fai quando torni a casa e come, invece, mantieni i contatti con i tuoi cari quando sei all’estero?
GAIA: Purtroppo le mie rimpatriate sono molto brevi (due giorni circa) ma intense. Infatti, cerco di puntare di più sulla qualità del tempo trascorso con la famiglia e gli amici e ciò mi ha insegnato ad apprezzare di più i singoli momenti e cose che in passato non sopportavo come il farsi trattare dalla mamma al pari di una bambina (ora mi va più che bene). Per tenermi in contatto con i miei cari utilizzo Facebook o Skype.
BRUNOVOX: All’interno delle aziende in cui vai a lavorare di cosa ti occupi esattamente?
GAIA: Io curo l’apparato visivo delle pubblicità (art director) collaborando con un partner che si occupa dell’apparato di scrittura (il copywriter). Per realizzare un nuovo progetto si può procedere in due modi diversi: il day to day brief che consiste nella proposta di una campagna da parte del cliente, da svolgere nel giro di due settimane circa, lavorando intensamente giorno per giorno e consultandolo quotidianamente per ottenere il suo consenso. Il secondo metodo è il business peach che invece viene svolto in un arco di tempo maggiore in cui si è in competizione con altre aziende pubblicitarie e al termine del progetto il cliente sceglie quello che rappresenterà il suo prodotto.
BRUNOVOX: Che cosa rappresenta la pubblicità per te?
GAIA: La pubblicità, secondo me è il più grande e potente strumento di comunicazione che abbiamo, è in grado di influenzare il comportamento delle persone e per questo bisogna usarla con cautela in quanto può essere estremamente positiva come estremamente negativa. Vorrei utilizzarla per gli aspetti sociali che mi stanno a cuore. Inizialmente avevo pensato, infatti, di fare giornalismo, ma poi mi sono resa conto che il messaggio non sarebbe stato altrettanto immediato e concreto come quello pubblicitario.
BRUNOVOX: Quali sono i progetti cui hai lavorato finora?
GAIA: Ho collaborato con la P.T.A., una società di animalisti, per la quale io e il mio team abbiamo creato una campagna contro la crudeltà del commercial fishing. Uno degli ultimi prodotti che ho pubblicizzato è stato un additivo che, sciolto nell’acqua e ingerito, è in grado di diminuire o eliminare il tasso alcolemico nel sangue nell’arco di 30 minuti; lo slogan infatti era “bevi per guidare” a differenza del solito monito: “o bevi o guidi”.
BRUNOVOX: Se guardiamo al futuro…?
GAIA: Una volta finita la scuola, mi piacerebbe, con la pratica, arrivare a essere capo di un team all’estero che mi permetta quindi di avere maggior stabilità sia economiche che residenziali, oppure aprire un’agenzia a Venezia, a patto di collaborare con professionisti di livello internazionale.
BRUNOVOX: In bocca al lupo!
GAIA: Crepi!
