Passeggio di sera in campagna, e noto, sul prato, una formica attaccata con la bocca ad un filo d’erba. Provo a staccarla, non vuole saperne. La sposto, e lei si riposiziona lì. Cosa sta facendo?? Sta aspettando… di essere mangiata!!! Sembra impossibile, ma in realtà è tutta colpa del dicrocoelium dendriticum, un minuscolo verme che vive nello stomaco delle pecore. Esso viene depositato insieme alle feci, e viene poi “accolto” dalle chiocciole che lo incontrano lungo il loro cammino. Quest’ultime lo rilasciano sull’erba attraverso la bava, trasmettendolo, così, alle formiche. Il parassita si instaura nel ganglio del cervello della formica, imponendole la sua volontà. Così, essa di giorno lavorerà normalmente nella colonia, mentre sul far della sera (per non morire disidratata a causa del caldo durante il giorno), si posizionerà su un filo d’erba, aspettando di essere mangiata da una pecora, in modo da far tornare finalmente il parassita nel suo ambiente naturale.
Ve lo sareste mai aspettati? Eppure questa è la realtà, e in natura accadono molti altri fenomeni altrettanto strani e inusuali. In questo periodo, al museo di Storia Naturale di Venezia sono tenute delle conferenze su evo-devo (biologia evoluzionistica dello sviluppo), paleontologia, evoluzionismo… Per chi volesse saperne di più, queste sono le prossime conferenze:
- Wollaston e Darwin, tra creazionismo ed evoluzionismo (martedì 10 novembre, ore 17:00)
- Evoluzione e didattica (martedì 17 novembre, ore 17:00)