Il nostro angolo

BF SOLIDALE: INTERVISTA ALL’ASSESSORE ALLE POLITCHE SOCIALI

Brunofranchetti solidale

di Luca Polesel – V A Classico

Siamo in clima natalizio e l’altruismo lo si percepisce ora più che mai. Abbiamo posto all’Assessore alle politiche sociali Venturini alcune domande sull’iniziativa del nostro Istituto in ambito sociale, di sua pertinenza: il progetto Bruno-Franchetti Solidale.

Sig. Assessore, qual è l’importanza delle attività di volontariato nate spontaneamente nel territorio?

Penso che l’attivarsi dei cittadini sia un segnale molto positivo. Dal momento della mia elezione, cerco infatti la collaborazione dei cittadini, come prima cosa, cercando di introdurre la “sussidiarietà”, un progetto che promuove le iniziative spontaneamente nate, assistendole ed affiancandole come entità statale. Il mio ambito, non appartiene allo Stato, ma ai cittadini stessi.

Anche il Bruno Franchetti si prodiga per gli altri con l’iniziativa “Bruno Franchetti Solidale”, che spazia in più settori. Come considera questa mobilitazione del nostro istituto, e che valore aggiunto può portare alla città?

È davvero incoraggiante sapere che dei giovani si attivino, coordinati dalla scuola, nell’ambito del volontariato. C’è infatti fra coloro che si prodigano per gli altri, una questione di cambio generazionale. Molti di loro sono ormai in età avanzata e la mia generazione – parlo da ventisettenne- deve saper dare nuove braccia al welfare cittadino, partendo dal volontariato. La scuola ha un ruolo fondamentale nell’educazione civica di un ragazzo e nel sensibilizzarlo all’altruismo, ma anche la famiglia deve dare il suo contributo, se possibile da affiancare a quello scolastico. L’istruzione è il motore della società, e sono lietissimo che il Bruno Franchetti si prodighi in tal senso.

Dove c’è maggior bisogno di attenzione, in favore delle fasce più deboli della popolazione?

In un bacino demografico vasto come una Città Metropolitana, c’è bisogno di attenzioni in moltissimi ambiti, ma per lo più le necessità si riscontrano fra anziani soli e bambini con difficoltà di apprendimento. Per i primi scambiare due chiacchiere può bastare: l’importante è far loro giungere il messaggio che c’è qualcuno che si interessa a loro. Per i secondi la cosa migliore sono volontari giovani, per creare un rapporto migliore e più confidenziale con i bambini.

Un messaggio ai nostri giovani volontari?

Per prima cosa un grande grazie, perché mi rendo conto di quanto tempo si debba impiegare in studio, sport e altre attività, e il fatto di prodigarsi nonostante tutto per gli altri è davvero lodevole. In seconda battuta, li invito a rinnovare l’impegno, perché – come ho già spiegato – la nostra generazione (under 30) deve rimboccarsi le mani, ed essere più consapevole dell’ambito sociale che va man mano trasformandosi in un organo capace di creare risorse, non solo di assistere come è stato in passato.