Dimensione Arte

Intervista a Settimio Severo

di anonimo

Settimio-SeveroNoi giornalisti del settimanale politico ed economico “De re publica”, incontriamo l’ imperatore Lucio Settimio Severo per rivolgergli alcune domande relative agli ambiti di cui ci occupiamo

–Buongiorno, Imperator.

-Buongiorno.

–Vorremmo sottoporla ad alcune domande riguardo alla sua vita politica e militare.

-Sarà un piacere rispondere.

-Prima di tutto, perché ha deciso di aiutare la classe sociale dei militari?

-Ho preso questa decisione poiché ho trascorso gran parte della mia vita a contatto con questa realtà e volevo migliorare le condizioni dei soldati.

-Si rende conto che con quest’ operazione ha quasi portato al tracollo economico l’ impero?

-Me ne rendo conto, ma fino al punto di morte continuerò a ribadire la mia posizione cercando di arricchire prima di tutto i soldati, anche a costo di trascurare tutto il resto.

-Ci può spiegare il senso di alcuni provvedimenti in campo economico?

-Ridurre la quantità d’ argento nelle monete nei primi mesi ha aiutato il commercio ammettendo maggiori quantitativi di denaro nel mercato; col passare del tempo, però, la situazione mi è sfuggita di mano e il potere d’ acquisto della nostra moneta è precipitato spaventosamente, creando gravi disagi all’ economia imperiale. Penserò a rimediare al problema prima possibile, anche se non sarà certo facile.

–Come ha cercato di trasmettere al popolo italico nuove tradizioni e culture?

-Proveniendo da un ambiente provinciale, ho cercato di sostituire, anche se non totalmente, il mos maiorum con culture provinciali ad esempio il culto di divinità solari, attribuendo più centralità alle province, fino a renderle quasi alla pari dell’ Italia.

-Quali sono stati i suoi traguardi nella politica estera? È contento di questi?

-I tre risultati più importanti durante il mio mandato sono stati difendere il confine occidentale dalle popolazioni germaniche, il confine orientale dai Parti e confermare il controllo romano sulla Mesopotamia, zona ricca e prospera. Sono più che soddisfatto delle imprese che ha compiuto il mio fedele esercito.

-La ringraziamo per il tempo concesso, arrivederla.

–Vale.