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Intervista a Marco Aurelio

statua_marcoaureliodi Luca Scotton e Sebastiano Colli

I: Buongiorno imperatore.

M: Salve.

I: Noi siamo dei giornalisti che dobbiamo scrivere la sua biografia nel libro “Historia Augusta”, e vorremmo saperne di più sulla sua vita.

M: Chiedetemi pure.

I: Ci parli un po’ della sua vita.

M: La mia famiglia era di origine spagnola e stabilita da tempo a Ucubi, una piccola città della Spagna romana. Mia madre era di rango consolare, mentre mio padre vantava la discendenza da Numa Pompilio. Mia madre, come usanza della Nobilitas, trascorse poco tempo con me, affidandomi alle cure della balia. Dopo la morte di mio padre andai a vivere da mio nonno paterno Marco Annio Vero.

I: Chi lo rese un uomo così colto e sapiente nella sua vita?

M: Uno dei miei maestri fu Diogneto, che si dimostrò molto influente introducendomi a una visione filosofica e razionale della vita. Altri maestri furono: Trosio Apro, Tuticio Proculo e il letterato Alessandro di Cotieno.

I: Quali persone lo istruirono in età adulta?

M: Avevo tre maestri di greco, tra cui Erode Attico, e uno di latino Marco Cornelio Frontone che ricordo come maestro di stile di vita.

I: Il suo libro “A se stesso” a riscosso molto successo tra gli aristocratici, ci potrebbe dire se ha già iniziato a scrivere un’altra opera letteraria?

M: Certo, ho appena iniziato un libro di cui, però, non voglio svelare i contenuti, ma solo il titolo: “Le memorie”.

I: Invece, come è diventato imperatore?

M: Dopo la morte di Antonino Pio ero di fatto l’unico princeps dell’impero essendo suo figlio adottivo. Il senato mi concesse immediatamente il titolo di Augusto e di Imperator, oltre a quello di Pontifex Maximus.

I: è vero che chiese al senato, e lo ottenne, che Lucio Vero governasse insieme a lei?

M: Sì è vero, io e Lucio fummo associati su un piano di parità, con gli stessi titoli, una diarchia insomma, ad eccezione del pontificato massimo che non si poteva condividere. La formula era innovativa: per la prima volta al comando dell’impero vi era una collegialità e una parità totale tra due princeps.

I: Bene, ma cambiamo argomento. Ci parli della sua vita privata.

M: Nell’aprile del 145 d.C. sposai la figlia di Antonino Pio, Faustina, che allora era quattordicenne. Poi nel 150 d.C. nacque una bambina, Annia Aurelia Galeria Lucilla, la prima di altri 14 figli.

I: Ha interesse per le attività sportive?

M: Mi piacciono le attività sportive di ogni genere, in particolare la caccia e la lotta, inoltre mi piace assistere ai giochi circensi a alle lotte dei gladiatori.

I: Perfetto, la nostra intervista è conclusa. La ringraziamo per la disponibilità.

M: Grazie a voi, è stato un piacere.