Pensieri, solitudine, universo, suoni, amore e soprattutto emozioni sono le parole del Silenzio, le parole che ci hanno fatto riflettere sulla sua importanza e sul suo significato. Ma… cos’è davvero il Silenzio? Assenza o non percezione di suoni? Calma o confusione dentro di noi?
(Elaborazioni della 4I a seguito del primo incontro di “Avanguardia della tradizione”)
Il silenzio è la voce sommessa di chi è rimasto dopo aver sentito le grida strazianti di chi non c’è più
Il silenzio è la voce di coloro che sanno ma non vogliono parlare
Il silenzio sei te e la tua ragazza mentre guardate un caldo tramonto
Il silenzio è il
freddo di due corpi che aspettano trepidanti la prima luce dell’alba che li riscaldi mentre tutt’intorno è buio
Il silenzio sei tu alle tre di notte che non riesci a prendere sonno e ripensi alla tua vita, alle occasioni che hai perso e quelle che invece hai saputo sfruttare
Il silenzio è una festa mai avvenuta, un ti amo mai pronunciato, un mi dispiace celato dietro una maschera
Il silenzio è il rumore di un’occasione sprecata; un amore non corrisposto; del ghiaccio mai rotto; una birra mia stappata; una canzone mai scritta; un ballo mai inventato; una gara mai vinta; un obiettivo mai raggiunto; una felicità mai ricercata, ma solo aspettata
Il silenzio è una mancanza, è una ricerca, è un paesaggio; è costruttivo e distruttivo, qualcosa che è attivo nella sua immobilità.
Ma il silenzio più utile, il silenzio vero e proprio è morto, sotto i colpi del traffico cittadino, della televisione sempre accesa, della mente sempre indaffarata e di un corpo incapace di fermarsi.
Cos’è il silenzio? Ci stavo pensando giusto l’altro giorno, mentre mi tornava in mente un’espressione che avevo sentito da piccolo in un cartone animato: “Un albero che cade in una foresta, senza che nessuno lo senta, fa rumore?”
Una domanda apparentemente stupida, ma che mi ha creato un dubbio quando, riguardo un altro evento, mi sono posto lo stesso quesito. Una stella che esplode fa rumore?
Una stella che esplode è un evento senza eguali, magnifico, capace di illuminare il cielo di notte come se fosse giorno e far tremare le fondamenta stesse dello spazio; capace di cancellare dall’universo un pianeta eppure senza che si senta alcun rumore quando accade. Questo perché il suono necessita di propagarsi attraverso un vettore per giungere a un orecchio ed essere udito, eppure, quando scatta l’ora di una grande stella, un’onda si propaga dal suo cuore, come un urlo che la fa tremare e la distrugge; ma questo suono inimmaginabile non può giungere alle nostre orecchie perché, come sappiamo, il suono non si propaga nel vuoto tra noi e le stelle.
Ma è innegabile che un evento del genere faccia rumore, come è innegabile al contempo che non si senta alcunché.
Così poco fa ho trovato una definizione al silenzio: il silenzio è quando non si percepisce alcun suono, non quando non vi è alcun suono; semplicemente quando non lo si percepisce.
(Introduzione di Federica; testi di Edoardo e Marco; immagini scelte da Caterina)