di Marco Marangon 5A
L’Otto Marzo è stata la “Giornata Internazionale della Donna” e tutti riconoscono il significato di tale ricorrenza, ma cosa ne pensano i ragazzi? Per fare ciò ho intervistato alcuni studenti.
In generale tutti sono stati d’accordo nello sostenere come giusta e legittima tale commemorazione e che deve essere sempre riconosciuta, ma con sfumature un po’ diverse.
Alcuni hanno riscontrato come tale festa può essere vista come una sorta di maschera che appunto nasconde una realtà diversa e cruda. Infatti tutti in questa giornata affermano come la donna sia ormai libera, emancipata e abbia raggiunto la “pari opportunità”. Nella realtà però la situazione è ben diversa, soprattutto per quanto riguarda il rispetto che l’uomo dovrebbe portarle ma che nella realtà non fa. Si pensi alle centinaia, migliaia di donne che vengono maltrattate dai propri compagni e mariti ogni anno e ai “femminicidi”, che, rispetto alla cifra agghiacciante di 179 ragazze morte (una ogni due giorni) del 2013, per fortuna nel 2014 sono calati, ma sono ancora troppo diffusi. Bisogna inoltre dire che i numeri delle violenze denunciate sono sottostimati, in quanto, nonostante le campagne pubblicitarie, molte donne non denunciano il compagno perché impaurite dalle possibili ripercussioni.
Altri invece pensano che la donna non dovrebbe essere festeggiata solo l’otto marzo, bensì tutti i giorni dell’anno, in quanto va amata sempre.
Poi ho chiesto loro cosa ne pensano della donna rispetto all’ambito prettamente scolastico-universitario. A questo riguardo tutti sono stati d’accordo nello sostenere che ormai le donne hanno la possibilità di frequentare la scuola e soprattutto scegliere qualsiasi facoltà. Nell’ambito lavorativo invece c’è ancora una discrepanza tra uomo e donna, soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione (sono di più le donne rispetto agli uomini) e lo stipendio (infatti per il medesimo lavoro svolto la donna riceve un compenso minore rispetto all’uomo).
Significativo il messaggio finale lasciato da alcuni studenti, i quali sostengono che la situazione della donna sia molto migliorata negli ultimi decenni, ma ci sia ancora abbastanza da fare e da migliorare a loro favore.
