LA MANO LEGGERA DELLA GIOVINEZZA
Al concorso letterario nazionale AVAPO, Alvise Canal, 5F, ha ottenuto il 4° posto con un “premio di considerazione creativa”, Le motivazioni del premio sono state: “la solidarietà vissuta in modo tenero e amoroso all’interno della famiglia. Scritto con la mano leggera della giovinezza”.
La giuria si è complimentata per la giovane età e la bravura. Alvise ha ricevuto un diploma di partecipazione, una medaglia e una chiavetta USB.
Tema? La solidarietà! Occasione? Lo stare accanto, con un racconto o una poesia, a chi lotta contro un tumore e ai suoi familiari. La Redazione si felicita con Alvise, di cui pubblicherà alcuni contributi nel nel numero di dicembre. Ecco un’anteprima.
Sei capace di piangere?!
di Alvise Canal, 5F
Vi è un luogo che considero magico, unico; un luogo in cui la mia razionalità si dissolve, lasciando al mio cuore e alla mia passione, le redini della mia mente, ed è di questo luogo che vi voglio parlare.
Candide nuvole fluttuano nel cielo, illuminato dai raggi del sole, che fa capolino tra due grandi monti, dipinti di grigio e verde da mani angeliche. Intorno a me, altre montagne mi stringono fra le loro possenti braccia, cullandomi in una profonda quiete e nel mio stupore, sempre straordinario e sincero, verso quel luogo così incantevole che sono felice di chiamare seconda casa.
Ai miei piedi una distesa verde, decorata da centinaia di fiori variopinti, solletica la mia fantasia, che mi porta a diventare minuscolo e ad avventurarmi dentro un piccolo fungo.
Per giunta il fresco odore dell’erba e di quel luogo, stuzzica il mio olfatto che si allieta nel sentire quell’odore così fresco e particolare.
Ogni piccolo dettaglio della natura sembra così semplice eppure così fondamentale per quell’armonia sublime, impossibile da percepire con semplici parole e futili aggettivi.
La mia mente e la mia fantasia, corrono insieme fra quei vasti campi colorati, l’una arrampicandosi fra le alte cime rocciose, l’altra tuffandosi nelle fresche acque dei torrenti, generati da bellissime cascate.
Anche le mie paure, le mie ansie e ogni mio male, sembrano allontanarsi da me, esplorando quel luogo magico, in cui non vi è spazio per la ragione, ma nel quale bisogna aprire la propria mente, la propria anima, a qualcosa di superiore, che il nostro corpo non può nemmeno lontanamente comprendere. Esse rimangono però vicine ai miei piedi, voltandosi frequentemente verso di me per farmi ricordare di loro e per cogliere nel mio corpo un momento di esitazione, per sommergermi nuovamente.
Sorrido e le lascio giocare, così da permettergli di cogliere qualcosa di sublime, in grado di addolcire anche il più freddo dei cuori.
Cammino leggero su quel soffice prato, lasciandomi trasportare da quegli odori e quelle sensazioni tempestose.
Ad un tratto però, un soffio leggero, una brezza fresca, solletica parte del mio collo, lasciandomi immobile per alcuni istanti. Volgo il mio sguardo alle spalle, ancora scosso da quel soffio, così fresco eppure così caldo. I miei occhi però rimangono delusi nel non incontrare lo sguardo di nessuno, se non del vasto panorama che mi circonda. Eppure quella brezza continua a rimanermi in testa, come se essa non fosse solo e semplice vento.
La mia mente si rifiuta di credere alla fisica, ad una semplice corrente, e cacciata definitivamente la ragione, che imbriglia il mio cuore, comprendo quella sensazione come la più naturale e ovvia delle cose.
Non era vento, ma il Fiato di qualcuno alle mie spalle, che cercava di farmi comprendere la sua esistenza, nell’unico luogo in cui mi era possibile ascoltarlo.
Non una persona, ma qualcosa di più effimero e sublime, di cui ci si accorge solo unendosi alla natura e al mondo stesso.
Un Angelo, il mio angelo custode. Quell’incredibile creatura che accompagna ogni mio passo, ogni mia azione, senza mai lasciarmi, ma stringendomi a se, sospingendomi ed ispirandomi con il suo magico fiato.
Gianluca.
Sei tu vero?! Non so perchè ma sento che sei proprio te ad essere li. Sento che sei tu il mio unico angelo custode, colui che si prende cura di me e mi aiuta passo passo con il suo amore.
Ti ho perso ancora prima di potermi ricordare di te, di poter sfiorare il tuo volto con i miei occhi e di poterti vedere nei miei sogni.
Eppure te per me sei così, concreto e reale, vero e vivo.
Non so come faccio a credere in te, alla tua meravigliosa presenza, ma so che in questo momento stai leggendo ciò che sto scrivendo, proprio alle mie spalle o chissà, forse coi miei stessi occhi.
Posso chiederti una cosa?!
Gli angeli piangono?
Perchè ti immagino lì, bello da mozzare il fiato, con le tue adorate cuffie addosso, ed una piccola lacrima reale su quel tuo corpo effimero.
Posso quasi sentire la lacrima sul mio collo, che scende lenta percorrendo il mio ruvido corpo.
Grazie di sorreggermi sempre Angelo Mio.
Ti amo.