Il nostro angolo Intercultura

«Striving to succeed. Striving upwards, striving onwards»

Una filosofia di vita a Hong Kong.

di Veronica Colombo, 4B, studentessa di Intercultura in Cina.

award of english“Lottare per ottenere il successo, sforzarsi di elevarsi, impegnarsi a costruire il futuro”  Questa è la fase incisa su ogni lavagna nelle classi prime della mia scuola di Hong Kong, vista e letta da dodicenni ogni giorno, fino a quando diventa una filosofia di vita. La scuola a Hong Kong è una delle più competitive al mondo: ci sono 8 università (metà delle quali sono tra le migliori 200 al mondo), ma meno del 50% degli studenti riesce ad entrarvi. Gli studenti sono ammessi secondo i risultati ottenuti nell’esame di stato (HKDSE) che sostengono alla fine della scuola secondaria, indipendentemente dal tipo di scuola frequentata,  dove viene testato il programma di tutte le materie studiate negli ultimi tre anni. Ottenere buoni risultati diventa quindi una priorità, per cui “imbrogliare”, o copiare, durante i gli esami di metà e fine anno semplicemente non ha senso, dato che questi sono visti come una opportunità data agli studenti per capire quali parti del programma devono studiare meglio in vista dell’esame finale.

Ogni mese viene somministrato un test (molto simile alle nostre verifiche) per ogni materia studiata. Questi test si fanno dopo le ore curricolari a scuola (di solito dalle 16 alle 17.30-18) e i risultati non vengono annotati dai professori in un registro di classe. Nonostante ciò, tutti gli studenti studiano e si impegnano per passare, e un eventuale “fallimento” del test viene visto come un invito a studiare meglio una determinata parte di programma.

A febbraio e fine giugno invece ci sono gli esami: molto simili ai nostri esami di stato. Durano due settimane e ogni giorno tutti gli studenti della scuola fanno le prove in una o due materie. Tutti gli esami sono scritti, eccetto l’esame di inglese e di cinese dove c’è anche una parte orale discussa con un insegnante (può essere il proprio o quello di una altra classe).

Una giornata scolastica dura in media 8 ore, con una pausa pranzo a fine mattinata. Inoltre, una o due volte la settimana ci sono delle lezioni extra (“Tutorial classes”) di matematica e fisica, a cui tutti gli studenti devono (e vogliono) partecipare. Queste lezioni possono essere di sabato mattina o dopo scuola (fino alle 17.30). Gli insegnanti, che non sono pagati, considerano queste “tutorial classes” parte del loro lavoro, qualcosa di indispensabile per aiutare i loro studenti a ottenere migliori risultati negli esami. Il problema è che, passando così tante ore a scuola, bisogna spesso andare a letto molto tardi per studiare o finire i compiti.

Ogni scuola pubblica ha almeno un laboratorio per ogni materia scientifica (con microscopi e molte altre attrezzature), aule con computer e vari programmi per studiare l’ inglese, stanze dedicate agli studenti più giovani che studiano arte, musica o disegno. Ognuno di questi servizi può essere usato per un massimo di quattro ore la settimana da ogni classe, ma gli studenti possono accedervi durante la pausa pranzo o nei weekend . Naturalmente vi troveranno un insegnante  sempre presente per controllare che gli strumenti vengano usati in modo appropriato. Ogni aula di classe ha computer, lavagna LIM (smartboard), proiettori, altoparlanti, registratori, microfoni (per gli insegnanti), aria condizionata, ecc..

In conclusione posso dire che le scuole in Hong Kong sono organizzate meglio che in Italia, probabilmente perché il governo investe maggiormente nell’istruzione (nell’a.s. 2012/13, il 18.9% della spesa pubblica totale è stato speso per l’istruzione) di quello italiano, e perché tutte le parti interessate, soprattutto gli studenti, hanno un senso diverso dell’etica (influenzato da Confucio). Anche il metodo di valutazione è molto buono e ben strutturato. Nonostante ciò, gli studenti, forse troppo concentrati nello studio e con pochissimo tempo per sviluppare e coltivare altre passioni, sono spesso immaturi e non sono abituati a pensare in modo critico.

[important]NdR… Confucio (孔夫子 Kǒng Fūzǐ in Pinyin o K’ung-fu-tzu in Wade-Giles ovvero Maestro Kong, 551 a.C. – 479 a.C.) si dedicò molto all’educazione dei giovani, e questo perché egli era convinto innanzi tutto che la riforma della collettività si sarebbe attuata solo attraverso la rigenerazione del singolo e della famiglia, ma soprattutto riteneva la virtù una ricchezza interiore che ognuno può acquisire, dal momento che la natura umana di per sé non è né buona né cattiva; da qui l’importanza di una giusta educazione.
Il fine dell’etica confuciana sarà quello di formare dei saggi, cioè dei nobili di spirito, e se non si raggiungerà tale scopo gli uomini si comporteranno come degli stolti: il centro di essa è il concetto di jen, concetto introdotto proprio da Confucio, che tuttavia rielabora altresì i concetti di li e di Ming, già presenti nella filosofia cinese.
Il termine li è complesso perché indica sia l’armonizzazione dell’uomo con la natura, sia l’osservanza di regole e riti religiosi, sia infine l’amore per il sereno vivere sociale.
Il li è la forza ordinatrice che guida l’uomo nei suoi doveri sia verso gli altri uomini (rispetto, cortesia, tatto, decoro, autocontrollo) sia verso gli esseri spirituali superiori, che secondo l’antica religione erano il T’ien (cielo), o dio supremo da cui il sovrano riceve il regno e i sudditi, sui quali governa tramite il Mandato dal Cielo (Ming o T’ien-ming). Per Confucio la vita individuale e la storia della nazione sono oggetto della particolare provvidenza del Cielo, ed ogni uomo è responsabile nei confronti di esso.
Ma il novum della dottrina confuciana è rappresentato dall’elaborazione della virtù detta jen, o giusta organizzazione delle relazioni umane: «Essa è infatti associata alla lealtà – lealtà nei confronti del proprio cuore e della propria coscienza – alla reciprocità – rispetto e stima per gli altri» (J. Ching, 1989).[/important]

One Reply to “«Striving to succeed. Striving upwards, striving onwards»

  1. IL DIPLOMA DELLA NOSTRA CARISSIMA VERONICA RECITA:
    ” LO STUDIO DELLA LINGUA INGLESE E DELLE ATTIVITA’ EXTRASCOLASTICHE MANIFESTANO COSTANTEMENTE PRESTAZIONI ECCEZIONALI ; GLI INSEGNANTI L’AMMIRANO COSTANTEMENTE”

Comments are closed.