ESTRATTO DELLA PRESENTAZIONE
A CURA DELLA PROF.SSA FIAMMETTA GALLETTA DI
ISABELLA SORDI, SOPRA I CIELI DI BERLINO, EDIZIONI HELICON, AREZZO, 2013
Isabella Sordi, Tu non tremare
da Sopra i cieli di Berlino
Tu non tremare
se non c’è fuoco nella baracca,
né pane,
né desiderio di vita.
Non tremare se,
guardandoti allo specchio,
non distingui più
i tratti dell’uomo
da quelli della bestia.
Tu non tremare, in piedi
tutta la notte,
immobile contro un altro
fratello, che poco basta
a torturare un uomo.
Tu contorto
nell’ammasso indistinto
senza occhi
né bocche
e neanche più escrementi,
e capelli
capelli
che un tempo fluttuavano
al vento e le madri
teneramente
accarezzavano.
Tu scarnificato
purificato
filo
tessuto
sapone
concime
aria
che sale.
Tu, non tremare,
se non sei stato
ad Auschwitz.
Isabella Sordi, Sonetto imperfetto (Lullaby)
da Sopra i cieli di Berlino
In te mi riconosco, dolce amica,
nel dondolio dell’alga sotto l’onda,
ben ancorata al fondo, eppur tremante
nel palpito dell’acqua adamantina.
Nel guizzo scintillante del salmone
stanco di risalire la corrente,
nel battito dell’ala incandescente
di chi si è avvicinato troppo al sole.
Per questo in te mi specchio, amica vera,
che vivere bisogna, e che la vita
ci rechi la sua tenera follia.
Noi due, sedute all’alba in riva al mare,
ad aspettar che salga la marea.
Isabella Sordi, Il mare dei ricordi
da Sopra i cieli di Berlino
Il mare dei ricordi è un campo incolto
di vele che s’azzuffano al grecale,
Venezia: se ti giri da una parte
ti accecano le lucciole sull’acqua;
dall’altra, si acquieta l’onda scura
sbattendo sulle rive silenziose.
Il mare dei ricordi ti sommerge;
nell’ombra che s’addensa sui canali
puoi scorgere il colore delle case
che fonde con il viola della notte.
E torni con la mente a un tempo antico,
vini di Cipro e sete di Damasco,
ruggito di leoni rosso oro
Pax tibi Marce, evangelista meus.
Rivedi le armature scintillanti
e il bacio del Crociato alla sua donna;
cannella e pepe nero di Cayenna
lo sguardo obliquo del bel saracino.
Il vento dei ricordi si confonde
col suono prolungato di un violino
e vado col pensiero al tuo ritorno,
e vado col pensiero al tuo ritorno.
