di Francesco Carnio, 2A

Giovedì 16 maggio 2013 tutte le classi seconde del nostro Istituto, come tutte le classi seconde delle scuole secondarie superiori di tutta Italia, hanno sostenuto le prove INVALSI.
Le prove INVALSI, inviate dal Ministero della Pubblica Istruzione, sono uguali in tutta Italia, hanno solo fini statistici, per verificare il livello di apprendimento degli studenti. Consistono in due prove: matematica e italiano. I contenuti dei test sono realizzati dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione (INVALSI).
La mattinata è stata così suddivisa: dalle 8.30 alle 10.00 test di matematica, quindi mezz’ora di pausa, poi dalle 10.45 alle 12.15 test d’italiano, quindi una seconda pausa. Dalle 12.30 alle 13.00 è stato somministrato un questionario per avere informazioni personali su famiglia, scuola ecc..
La prova di matematica consisteva di trentadue domande a scelta multipla, vero o falso e domande aperte. Il test d’italiano consisteva di quattro testi e domande (domande a scelta multipla, vero o falso e domande aperte) e una parte di grammatica.
Nella classe 2A del nostro Istituto i test sono stati svolti da tutti gli studenti, anche se nei giorni precedenti ci sono state diverse discussioni per capire se era giusto o no fare questi test. Alcuni studenti dell’Istituto avevano anche proposto di boicottare le prove utilizzando la matita, in modo che non fossero valutate.
Nei giorni seguenti, ad alcuni studenti della classe 2A del nostro Istituto è stato chiesto il loro parere sui test svolti. E’ emerso che la prova d’italiano era più semplice di quella di matematica, ma entrambi erano fattibili. Inoltre sono emersi pareri discordi sull’utilità delle prove INVALSI.
C’è chi ha affermato che “non è d’accordo per come sono utilizzati i risultati. Cioè i migliori risultati sono premiati con una maggiore quantità di denaro pubblico. E questo è sbagliato, perché non tutte le scuole sono dotate allo stesso modo: ad esempio la lavagna interattiva multimediale presente in quasi tutte le scuole di Roma, manca nelle scuole di molte regioni d’Italia”. Un altro studente concordava nel protestare “perché devono essere prese in considerazione le realtà delle varie scuole. Ad esempio una scuola di Milano è molto diversa da una scuola di Napoli e le opportunità che sono date agli studenti in qualche scuola sono impossibili in altre. Inoltre il lavoro dei docenti è sottostimato se devono solo insegnare come rispondere ai test”.
Un’altra studentessa non sa ancora dire “se le prove INVALSI fossero negative o positive”. Mentre un’altra “non ritiene sbagliate le prove INVALSI, perché sono un buon modo per confrontare la preparazione di tutti gli studenti, ma devono essere anonime e utilizzate solo per le statistiche. Siccome inoltre tutti i test di ammissione all’università sono costituiti da domande a scelta multipla, pensa che con gli INVALSI si possa sperimentare questo tipo di test. Comunque crede anche che la scelta multipla come gli INVALSI non debba essere utilizzata nemmeno come Terza Prova dell’Esame di Stato, perché le domande a scelta multipla limitano la capacità di scrivere e quindi non è il modo giusto per valutare le capacità degli studenti. Infine è convinta che gli INVALSI sono il modo giusto per fare test anonimi, ma non devono sostituire i test regolari”.
Un altro studente “è d’accordo che siano premiate le scuole più brave, perché ciò incoraggia gli studenti italiani a migliorare le loro conoscenze culturali. Ritiene anche che un altro punto interessante sia la modalità di svolgimento, perché è lo stesso per l’ammissione ad una facoltà universitaria o anche per essere ammessi in alcuni concorsi. Perciò è un modo per addestrare gli studenti per il futuro”. Un’altra studentessa pensa “che questi test siano importanti per capire il livello d’istruzione in Italia, ma, ovviamente, questi test hanno senso solo se sono fatti da ogni studente in modo corretto e se gli insegnanti controllano se sono stati eseguiti regolarmente. E’ una buona idea per conoscere il livello d’istruzione degli studenti italiani e confrontare gli studenti in parti diverse del paese per vedere se ci sono differenze e se sì per quale motivo”. Un altro studente, infine, “è d’accordo con le prove INVALSI e crede che questi test dovrebbero essere fatti seriamente al fine di fornire dati affidabili. Coloro che utilizzano i risultati dovrebbero tenere conto delle diverse situazioni nelle varie regioni d’Italia”.
Tutti questi pareri fanno riflettere e danno spunto per continuare a parlarne.