Accade da noi Sport

TRE CANESTRI SOPRA IL CIELO

di Eleonora Sturniolo

Una ragazza segue la finale del Torneo. Tifa per la sua scuola e insegue le emozioni che hanno motivato, fino ad elettrizzarlo, il compagno che è entrato in campo: ce l’ha messa tutta per figurare bene, per vincere davanti ai suoi pari, ma anche per sé stesso concentrando le proprie forze verso l’obiettivo desiderato. Insomma: guarda, partecipa, riflette.

“Se non credi in te stesso, nessuno lo farà per te”- Kobe Bryant

Non me lo sarei mai aspettato!

2016.04.17-Trionfa-il-Bruno-Franchetti-Il-Gazzettino-VE-445x350Sono stato scelto dal mio insegnante per far parte della squadra che avrebbe rappresentato il nostro liceo alla Reyer School Cup. Agitazione, felicità e adrenalina sono state le mie prime sensazioni, già immaginavo i cori dei miei compagni urlare a squarciagola per sostenerci dalle tribune. Per arrivare pronto alla competizione sapevo che avrei dovuto affontare duri allenamenti e confrontarmi con nuovi compagni di squadra per creare una sinergia. Inizialmente pensavo che la competizione e la gara vera e propria non fossero così coinvolgenti, l’importante era divertirsi e allontanarsi dalla solita routine scolastica, così monotona e stressante, poi, invece, vittoria dopo vittoria, ho iniziato a crederci e, soprattutto, ad avere più fiducia nelle nostre capacità…

Siamo al Taliercio!

Oggi ci giochiamo tutto. I nostri compagni ci sostengono con un tifo caloroso e rumoroso, proprio quello che mi serve per centrare l’obiettivo. Passiamo le semifinali, ci aspetta la finale contro la squadra dell’istituto 8 Marzo. Siamo pronti, determinati e fortemente motivati, il coach ci invita a mantenere la calma e a trovare la giusta concentrazione. Le ultime strategie per tentare di bloccare i tiratori avversari e via… il tunnel che immette nel parquet, l’attesa, il corpo freme per l’adrenalina che scorre potente. L’attesa, ancora e ancora…, ma quando entriamo in campo?…

E gli avversari…così vicini, eppure sembra esserci un qualcosa di palpabile che ci divide, dovrebbero essere come noi, invece… Nessuno parla. L’attesa impera, feroce.

Finalmente lo speaker chiama l’entrata dell’8 Marzo, eccoli uno ad uno sfilare .. e noi.. ancora fermi. Tunnel scuro, quasi buio, fumo sparato per lo spettacolo.. poi è l’ORA! L’entrata in campo è memorabile, sfiliamo come i veri giocatori di fronte ad un pubblico strepitoso ed assordante. Sono tutti per noi!!! Col fischio dell’arbitro ha inizio la partita. Le cose, però, nel primo tempo non si mettono bene per noi, è il momento di tirare fuori tutta la nostra grinta e la nostra rabbia. La paura di sbagliare davanti ai nostri sostenitori mi perseguita, i cori degli avversari non mi aiutano di certo, ma mi immagino già con la coppa in mano e questo mi da’ forza e desiderio di riscatto. Un grazie ai ragazzi che hanno tifato per noi, organizzandosi al meglio per allestire un vero tifo “da stadio”: tamburi, striscioni, trombette, cori, tutto preparato con cura da giorni. Anche loro sono una squadra. Comincia il secondo tempo, dobbiamo ribaltare la situazione a nostro favore, cerchiamo di bloccare qualsiasi loro azione. Da quel momento, canestro dopo canestro, azione dopo azione cominciamo a crederci veramente, ci sentiamo la vittoria in pugno. Mancano gli ultimi secondi, il coach sbraita, si infuria, fa qualche cambio, inizia già ad esultare chiedendo alle tribune un tifo assordante. Il tifo, stupenda ondata di entusiasmo che ci accompagna per tutta la partita, ma che diventa uno tsunami travolgente nei momenti finali.

La vittoria è nostra, portiamo a casa il trofeo per il secondo anno consecutivo.”

Queste parole potrebbero essere state scritte da qualsiasi giocatore della squadra. Ho cercato di immedesimarmi in ognuno di loro e di vivere le emozioni che lo sport trasmette.

Credo che lo sport sia una scuola di vita, dove si apprendono e si fanno propri i suoi valori, ma anche quelli che riguardano altri campi della vita, dal lavoro alle relazioni sociali.

Come ha detto Papa Giovanni Paolo II “L’atleta vero è colui che tra le righe del suo impegno, della sua passione, del suo successo ha valori che fanno grande non solo un atleta, ma l’uomo stesso”.

Reyer-school-cup-2016_cover