di Sara Codazzi, 3E (scientifico)
Rimanere seduti dietro ai banchi di scuola per una media di 5 ore al giorno, dal lunedì al sabato, non è l’unico modo per imparare. La lettura e il confronto con autori ed esperti costituiscono una più che valida alternativa ad una lezione in classe e alla lettura di un approfondimento di un libro di testo. Queste occasioni arricchiscono e permettono a studenti e docenti di conoscere meglio temi di attualità, ascoltandoli dalla voce di chi li conosce più da vicino.
A tale proposito è da ricordare la manifestazione “Mestre in Centro”, che coinvolge anche l’Istituto di Istruzione Superiore “Giordano Bruno-Raimondo Franchetti”, che ha consentito a un nutrito gruppo di studenti di partecipare ad alcuni incontri riguardanti temi di attualità.
Mercoledì 1 ottobre lo scrittore Giuseppe Catozzella ha incontrato gli studenti del liceo Bruno, presso l’Aula Magna dell’Istituto, per presentare il suo libro Non dirmi che hai paura, vincitore del “Premio Strega Giovani 2014”.
La storia inizia nel 1999 e racconta le vicende di Samia, una bambina di otto anni che vive a Mogadiscio. Samia ha la passione per la corsa, ma è costretta a coltivarla rispettando le severe norme imposte dagli integralisti islamici di Al-Shaabab. Il suo migliore amico Alì e la sua famiglia la supportano sempre nelle sue scelte, soprattutto quando la vita in Somalia diventa sempre più difficile, a causa della violenza che contraddistingue l’affermazione degli integralisti. Grazie alla sua voglia di vincere, Samia è determinata a reagire e continua a correre per riscattare il suo amato Paese e per migliorare la condizione delle donne somale. Dopo essersi allenata, sempre di notte con il burqua, dovendo compiere enormi sacrifici per coltivare la sua passione, a diciassette anni Samia si qualifica e partecipa alle Olimpiadi di Pechino e, pur arrivando ultima, diventa un simbolo per le donne musulmane. I seguito, non sopportando l’assassinio del padre, Samia decide di lasciare il suo Paese e di prepararsi per le Olimpiadi di Londra del 2012. Compie da sola il “Viaggio”, lungo circa ottomila chilometri, che ha come meta l’Italia, ma il 2 aprile 2012 Samia muore tragicamente, inghiottita da Mediterraneo.
L’incontro con l’autore è stato molto interessante e coinvolgente per alunni e professori, che hanno avuto modo di capire quale sia stata l’origine del libro e di scoprire come l’autore abbia conosciuto questa storia, nonché le motivazioni, che lo hanno spinto a raccontarla.
Incontri di questo genere sono proposti ogni anno in molte scuole, ma secondo alcuni non è opportuno che si svolgano durante le ore curricolari, perché riducono il numero delle ore di lezione. Al contrario, altri sostengono che queste iniziative non sottraggono ore allo studio, perché devono essere viste come lezioni complementari a quelle frontali e quindi sono altrettanto importanti.
L’utilità di questi incontri tra studenti, esperti e scrittori consiste nel fatto che essi forniscono informazioni molto più approfondite e veritiere rispetto, per esempio, ai servizi dei telegiornali o alla carta stampata, che spesso informano solo superficialmente. Infatti, per esempio, il racconto del “Viaggio” di Samia, permette di capire che coloro che arrivano sulle coste italiane, dopo aver abbandonato tutto quello che hanno, è l’ultimo tentativo disperato per cercare di costruire una vita migliore, e spesso anche solo per cercare di restare in vita.
L’attività degli studenti in classe, non è l’unico modo per imparare e conoscere. Infatti c’è la necessità di capire quello che accade nel mondo, in quel mondo con cui dobbiamo confrontarci. Non è un caso che l’attenzione dei ragazzi durante tutto l’incontro sia stata costante, per questo il ricordo di Samia resterà sempre scolpito nei loro cuori, nonostante la sua storia non sia presente nei testi scolastici.