Recensioni Spettacoli

NOI E LA GIULIA (commedia, 2015) di Edoardo Leo

Noi e la giulia

Diego, venditore di auto, schiacciato dalla tristezza della monotonia, svogliato, spronato dal padre in fin di vita a rischiare una volta nella vita. Claudio, che ha fatto fallire il suo matrimonio, oltre alla sua gastronomia, animo pacifista del gruppo ma costantemente oppresso dall’ansia. Infine Fausto, coatto promoter televisivo inseguito dai suoi creditori.

Questi tre, insoddisfatti della propria vita, condividono un piano B, che prende forma nell’idea di aprire un agriturismo in un casale in campagna. Si rimboccheranno le maniche facendo fronte a problemi pratici con l’aiuto di Sergio, creditore di Fausto, comunista, rude e malinconico e di Elisa, giovane incinta e del tutto fuori dalla norma. Ma i veri problemi arrivano quando sopraggiunge nella loro proprietà Vito, mandato dai camorristi locali che esigono che venga pagato il pizzo.

Ecco allora che questa banda di falliti si ribella in una sorta di resistenza, di sfida con la Camorra, fatta di sequestri, di armi casalinghe, in un alternarsi di comicità, di ridicolizzazione e di attimi di paura, ma pur sempre rappresentando un’amara realtà.

La realtà in cui purtroppo viviamo, fatta di ingiustizie diventate normalità, di corruzione, di persone che dovrebbero tutelarci e invece sono le prime a cedere ai soprusi; fatta di paura, di sogni infranti, di amarezza perché per quanto si combatta per rendere migliore il proprio piccolo mondo, a volte non si riesce ad avere successo.

Ed è così che seppure l’agriturismo inizi a prendere piede, a diventare un luogo che fa sognare, i cinque salgono sulla Giulia 1300 del camorrista Vito (da qui il titolo) e partono, per poi fermarsi in mezzo a una strada di campagna dove, con un gioco di sguardi, pensano quale via imboccare: continuare a scappare o ritornare a combattere per salvare il proprio mondo dallo sfruttamento di chi pensa di poter comandare sugli altri?

(Anna Barison)